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Di Stefano Consiglio | 03.05.2012 18:44 CEST

Il 2 maggio 2011, alle ore 00:05, un gruppo di Seal americani, dietro un preciso ordine del Presidente Obama, hanno ucciso il leader di Al-Qaeda Osama Bin Laden, penetrando nel rifugio segreto di Abbottabad, cittadina situata vicino ad Islamabad.
Esattamente a un anno di distanza dalla sua morte, il Centro antiterrorismo di West Point, ha pubblicato on-line un rapporto intitolato “Lettere da Abbottabad”. Al suo interno si possono trovare 17 documenti, che coprono un periodo che va dal 2006 fino ai giorni immediatamente precedenti alla morte dello sceicco. Il titolo evidenzia anzitutto che si tratta di lettere spedite dal leader di Al-Qaeda ai suoi luogotenenti. Dall’analisi del carteggio appare un Bin Laden preoccupato per le divisioni esistenti all’interno del mondo islamico. Lo sceicco critica con fermezza la politica delle organizzazioni affiliate ad Al-Qaeda, in particolare quelle operanti in Iraq, Yemen e Somalia, i cui attacchi indiscriminati rischiano di compromettere l’obiettivo finale, cioè la definitiva liberazione dei popoli islamici dalla tirannia occidentale.

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In altre lettere Osama concentra la sua attenzione sulle azioni da intraprendere per colpire l’America, principale nemico del mondo islamico. Secondo Bin Laden la colpa di alcune organizzazioni affiliate ad Al-Qaeda, fra cui figurano i somali di Al Shebab, è di promuovere scontri “fratricidi” con altri islamici anziché concentrare le proprie forze contro gli Stati Uniti. Lo sceicco del terrore aveva pianificato due clamorose azioni che avrebbero fatto tremare il governo americano: l’assassinio del Presidente Obama e la creazione di un apparato per le operazioni esterne di Al-Qaeda. Per quanto riguarda l’intento di uccidere Obama, il leader di Al-Qaeda aveva dato precise istruzioni di lasciare in vita il vice-presidente Joe Biden; questa scelta non era, ovviamente, dettata da alcuna remora morale ma dal fato che Osama riteneva Biden inabile al comando e per ciò la scelta ideale per far precipitare gli Stati Uniti nel caos.

Molto significativa è una lettera del 2010, in cui Bin Laden informava i suoi collaboratori dell’intenzione di colpire l’America in occasione del decennale dell’11 Settembre. Inoltre, per rendere più incisivo il messaggio, lo sceicco aveva intenzione di farsi intervistare da Adam Gadahn, il 33enne californiano convertito all’Islam all’età di 17 anni, che è diventato il portavoce americano di Al Qaeda.

Nonostante l’accurata pianificazione, risultante dal carteggio di Bin Laden, secondo gli analisti americani il dato più interessante è lo scarso coordinamento che Al-Qaeda aveva e ha con le organizzazioni ad essa affiliate. Gli esperti del Centro antiterrorismo hanno identificato in questa conflittualità, una delle principali cause del fallimento di Al-Qaeda, che sembra ben lontana dal realizzare i piani illustrati da Osama nelle sue lettere.

Per chi volesse consultare integralmente i documenti messi a disposizione dal Centro antiterrorismo di West Poin, questo link vi permetterà un rapido accesso:
 La versione integrale delle lettere scritte da Obama nel quinquennio 2006-2011

Bin Laden
(Foto: Reuters / )
Osama Bin Laden
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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