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Di Fabio Di Venuta | 05.05.2012 17:08 CEST

Facebook, il familiare social network da 900 milioni di utenti, è pronto ad entrare nell'Olimpo dei grandi sui mercati finanziari, quotandosi in borsa il 18 maggio. Per le dimensioni annunciate (e per la popolarità dell'azienda) questo potrebbe essere uno degli avvenimenti più importanti degli ultimi anni dal punto di vista borsistico. Tuttavia, se da un lato la quotazione ha un lato positivo (per trading, per smuovere i mercati, per i milionari che nasceranno), qualche perplessità rimane, spingendo qualcuno a riaffermare il pericolo di una bolla speculativa 2.0.

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Il social network con più iscritti al mondo si quota in Borsa: nata nella prestigiosa Università americana, la società fondata da Zuckerberg è pronta a scalare i vertici dell'economia globale

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Le luci... Il social Network prepara lo sbarco con l'intenzione di raggiungere i 96 miliardi di dollari, obiettivo che, se confermato, renderebbe l'azienda di Zuckerberg la più capitalizzata al momento dell'IPO. La società emetterà 337 milioni di titoli circa, che saranno scambiati tra i 28 e i 35 dollari per azione (e sotto i 44 dollari del grey market). Il prezzo specifico di lancio sarà annunciato il 17 Maggio. Il fondatore otterrà circa 18 miliardi di dollari mentre le banche d'affari, che hanno seguito FB nel processo di quotazione, otterranno 100 milioni. Diventeranno milionari anche gli altri azionisti di Facebook tra i quali spuntano nomi noti nel panorama mondiali, come Bono Vox, Leader degli U2. Intanto la società do Palo Alto, dopo Instagram, ha acquistato una start-up italiana, Glancee. In totale Facebook dalla quotazione potrebbe ottenere una cifra vicina ai 14 milardi, molto oltre i 10 inizialmente stimati.

E le ombre. Non direttamente connesse al processo di quotazione, quanto alla sostenibilità dello stesso, alcune ombre insidiano proprio il colosso social. Innanzitutto, i multipli da record: le azioni sono in vendita a 99 volte gli utili (pur essendo la società con valore più alto all'inizio di un IPO, Facebook non ha nemmeno lontanamente la solidità di società come HP o Google), più cari del 99% delle società quotate sullo S&P 500. Preoccupa anche il modello di business (non pienamente consolidato) sul quale fa affidamento Facebook, ovvero quello inserzionistico-pubblicitario accompagnato al social gaming. Il social Network ha generato, inoltre, un fatturato in crescita del 46% rispetto allo scorso anno, ma in calo del 6% rispetto ai nove mesi precedenti. Per poter sopportare l'onere di queste valutazioni, afferma un'analista di Morningstar, FB dovrà aumentare il fatturato del 41% annuo per i prossimi cinque anni e di 40 miliardi nel caso in cui la valutazione sia quella più bassa, mantenendo gli stessi margini di profitto. Come, verrebbe da chiedersi. Molti sono convinti che Facebook dovrà, per forza di cose, espandersi in settori nuovi, come l'e-commerce o i pagamenti (ma sembra che già voglia proporre una piattaforma per la compravendita di azioni).

Warren Buffet. L'oracolo di Omaha ha dichiarato che non investirà in Facebook (" i medici mi ricovererebbero"). Tuttavia Buffet ha escluso che sul mercato possa crearsi una nuova bolla speculativa High Tech.

E l'Italia? Esclusa dal processo di quotazione. Alla Consob non sono arrivati prospetti di collocamento, pertanto gli investori italiani non possono acquistare le azioni del colosso social che rimangono un esclusiva del pubblico finanziario americano.

 

L'ascesa di Facebook: da Harvard a Wall Street
(Foto: www.altopascio.info / )
Il social network con più iscritti al mondo si quota in Borsa: nata nella prestigiosa Università americana, la società fondata da Zuckerberg è pronta a scalare i vertici dell'economia globale
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