• Share
  • OkNotizie
  • +7
  • 0

Di Dario Saltari | 05.05.2012 18:58 CEST

La teoria delle aspettative crescenti fu formulata per la prima volta da Alexis de Tocqueville, noto pensatore politico francese, nel 1856 nel suo studio sulla rivoluzione francese. Nel suo lavoro Tocqueville afferma che una rivoluzione esplode non quando la situazione economica è drammatica, ma quando questa migliora ma non abbastanza da soddisfare le aspettative della popolazione. In altre parole, più è grande la differenza tra aspettative e realtà, più la rivoluzione sarà probabile.

Seguici su Facebook

Un esempio della bontà di questa teoria all'interno del mondo occidentale attuale ce l'abbiamo già avuta con l'esplosione dei recenti movimenti di protesta giovanile, da Occupy Wall Street agli Indignados. Questi movimenti, infatti, sono nati proprio a partire dalla distanza sempre maggiore che si è venuta a creare nei giovani tra aspettative e realtà soprattutto per quanto riguarda la propria vita lavorativa.

Attraverso la graduale democratizzazione dell'istruzione e dell'università, infatti, le società occidentali hanno offerto ad ogni ragazzo o ragazza il sogno di poter ottenere un lavoro ben retribuito attraverso i propri studi. Queste aspettative, tuttavia, sono rimaste sempre più deluse con il tempo e con l'arrivo della crisi finanziaria globale che ha scatenato la recessione economica all'interno dell'Unione Europea che ha messo in luce l'incapacità delle economie europee nel dare lavoro all'enorme numero di laureati prodotti all'interno delle università.

Se si guarda la situazione economico-sociale europea generale, però, ci possiamo rendere conto come il problema potrebbe diventare ben più ampio e pericoloso. Tutte gli attuali governi europei che hanno cercato di risolvere il problema europeo del debito, infatti, hanno giustificato le misure di austerità in quanto "necessarie" per una futura crescita. Il soffocante rigore imposto dall'asse Parigi-Berlino, tuttavia, non permetterà all'Europa di uscire velocemente dalla crisi in quanto i governi avranno pochissimo spazio di manovra a disposizione per aiutare la crescita. Questo, inoltre, renderà la ripresa economica europea molto debole e, per l'appunto, al di sotto delle aspettative della popolazione, se si calcolano gli attuali e futuri sacrifici.

Quest'impressione è confermata anche dalle previsioni del Fondo Monetario Internazionale per la zona euro. Secondo l'istituto guidato da Christine Lagarde, l'Italia uscirà dalla recessione solo nel 2014 e successivamente la crescita si attesterà intorno all'1%. Stesso discorso può essere fatto per la disoccupazione, che continuerà ad aumentare nel Belpaese sino al 2014 e successivamente diminuirà ma solo in maniera modesta. I valori sono analoghi per tutto il resto della zona euro.

A quel punto bisognerà vedere se la popolazione riuscirà ad accettare una crescita così bassa dopo anni di recessione durissima. L'Europa, quindi, è seduta sopra una bomba ad orologeria. E se i governi nazionali non allenteranno la morsa dell'austerità e non riusciranno a sbloccare investimenti per la crescita sarà sempre più probabile che esploda.

Mercati in attesa delle elezioni in Europa. Forte paura per l'euro

Grecia, guida alle elezioni


Bufera elettorale in l'Europa: rush finale per Francia e Grecia, in Inghilterra avanti il Labour

Europa
(Foto: Reuters / Cathal McNaughton)
Eurozona
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +7
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci