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Di Dario Saltari | 15.05.2012 12:04 CEST

Il pil dell'area euro e dell'Europa a 27 rimane stabile nel primo quarto del 2012 rispetto al quarto precedente (l'ultimo del 2011 in cui il pil era calato dello 0,3% in entrambe le aree). Rispetto allo stesso quarto dell'anno precedente, invece, il pil rimane stabile nell'area euro mentre aumenta dello 0,1% all'interno dell'Unione Europea. Su base annuale, quindi, il pil europeo continua a rallentare vistosamente dato che nei due quarti finali del 2011 la crescita era arrivata rispettivamente allo +0,7% e +0,8%. All'interno della crisi, quindi, l'Europa continua a fare molto peggio degli Stati Uniti. Il paese a stelle striscie, infatti, è cresciuto nel primo quarto del 2012 dello 0,5% rispetto all'ultimo quarto del 2011, mentre su base annua il pil è arrivato al +2,1%.

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All'interno dell'Europa la vera locomotiva economica, anche in questo momento di profonda crisi, sono i paesi baltici. Rispetto al quarto precedente, infatti, Lettonia, Lituania ed Estonia sono cresciute rispettivamente dello 1,1%, dello 0,8% e dello 0,5%, mentre su base annua il pil dei tre paesi sono cresciuti del 5,5%, del 4,3% e del 4%.

Stagnante, invece, il cuore pulsante dell'Europa, ovvero l'asse Parigi-Berlino. Rispetto all'ultimo quarto del 2011, infatti, la Germania è cresciuta solo dello 0,5% registrando una crescita annua del 1,2%. La Francia, invece, rimane stabile rispetto al quarto precedente mentre fa segnare un +0,3% su base annua.

Maglia nera, come al solito, alla zona mediterranea. Tragica la situazione della Grecia che nel secondo quarto del 2011 (non sono ancora disponibili i dati per la seconda metà dell'anno scorso) ha fatto segnare una contrazione del 7,3% rispetto al quarto precedente mentre nel primo quarto del 2012 registra un -6,2% su base annua. Male anche l'Italia che vede ridursi il proprio pil dello 0,8% rispetto al quarto precedente e segna un -1,3% su base annua.

Anche la regione iberica, infine, sente i colpi della crisi. La Spagna vede una contrazione del pil su base annua dello 0,4% mentre il Portogallo del 2,2%.

© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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