• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Delia Cascini | 15.05.2012 14:58 CEST

Comincia male per la crescita del Paese il 2012. Nel terzo trimestre del 2011 il prodotto interno lordo ha segnato un -0,2%, nel quarto trimestre del 2011 un -0,7%, mentre nel primo trimestre del 2012 un -0,8%.  Questi i dati resi noti dall'Istat.

Seguici su Facebook

L'Istituto nazionale di statistica ha poi sottolineato anche come l'ultimo dato sia il peggiore dal 2009. Allora il calo sul trimestre precedente fu del 3,5%.

L'Italia, dunque, è ormai da molto tempo in recessione.

Ma cosa vuol dire che un Paese si trovi in una fase di recessione?  "Semplicemente" che produce una ricchezza a un livello inferiore di quanto in realtà potrebbe.

Quali sono state le cause di questa contrazione? Non solo la crisi generalizzata in Europa che dal debito sovrano si è estesa al sistema finanziario e poi all'economia reale. Ad affossare il dato dell'ultimo trimestre sono stati anche gli effetti recessivi delle manovre approvate quest'estate e della manovra "Salva Italia" dello scorso 6 dicembre, che ha messo però in sicurezza i conti pubblici e frenato la corsa dello spread.

Secondo l'agenzia Reuters, i risultati negativi del 2011 avranno un effetto di trascinamento negativo sul Pil del 2012 con un primo trimestre non molto diverso dall'ultimo dello scorso anno. Il Fmi stima un crollo del Pil italiano nel 2012 del 2,2%, mentre Confindustria lo scorso dicembre stimava un calo dell'1,6%.

Tre sono i fattori che hanno generato tale situazione:  la perdita di competitività dell'industria, la carenza di infrastrutture e soprattutto il credit crunch, cioè la restrizione al credito operata dalle banche, che sta mettendo in seria difficoltà le famiglie e le imprese.

C'è dunque bisogno di misure urgenti in grado di ridare un po' di sprint alle aziende italiane.

Ecco la ricetta proposta dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera: per prima cosa bisogna avviare, nei prossimi 12 mesi, almeno 40 o 50 miliardi di opere pubbliche, dopo lo stanziamento di 22,5 miliardi già deliberato nelle settimane scorse dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica).

Seconda cosa:  è necessario sbloccare i pagamenti della Pubblica Amministrazione che oggi ha un debito nei confronti delle imprese di ben 100 miliardi di euro.  Su questo fronte, Passera si è impegnato ad adottare una direttiva europea che impone agli operatori economici di saldare i propri impegni finanziari entro un mese.

"Se riuscissimo a ridurre i tempi medi di pagamento ad almeno 90 giorni e non proprio a 30″, ha detto il responsabile dello Sviluppo Economico, "sarebbe già un bel risultato".

Passera ha evidenziato anche la necessità di mettere in cantiere ogni 2 o 3 mesi un pacchetto di misure di snellimento della burocrazia simile al decreto-semplificazioni, che "tocca la vita delle famiglie e delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie". Ma l'azione più importante del governo per ridare fiato all'economia riguarderà probabilmente il settore bancario, per consentire alle aziende di accedere al credito più facilmente.

Bisognerà agire nel più breve tempo possibile per arginare questo fiume in piena.

 

Corrado Passera
(Foto: Reuters / STRINGER Italy)
Il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci