Tra i due litiganti il terzo gode? E' il nostro caso: mentre continua il braccio di ferro tra Governo e Lega per il pagamento dell'Imu, un comune di 1600 anime in provincia di Sassari ha dichiarato che i proventi del limitrofo parco eolico bastano a pagare il balzello. Il Sindaco di Tula, facendo due calcoli, è riuscito nell'impresa: l'aliquota è stata abbassata fino al limite minimo del 2 per mille. Al contempo però la detrazione sulla prima casa è stata raddoppiata da 200 a 400 euro (ai quali vanno comunque sommati gli ulteriori 50 euro di sgravio per ogni figlio a carico). Applicando queste modifiche ai calcoli sulle nuove rendite catastali (aumentate del 60%), si ottiene un risultato pari a zero. In questo modo l'Imu, sebbene formalmente accettato, viene di fatto neutralizzato.
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Il parco eolico, di 90 megawatt di potenza, è sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di 65mila famiglie. Frutta all'amministrazione circa 400mila euro, con picchi di 500mila negli anni tempestosi. Questo consente al Comune di essere in pareggio e di poter fare a meno dell'Imu ma anche dell' addizionale Irpef e dell'aumento sulla tassa sui rifiuti.
Fatto trenta arriviamo a trentuno. Adesso il Comune punta sul solare termico. «Diamo un contributo del 45% a chi installa pannelli solari per scaldare l'acqua di casa: spendi 5 mila euro? Il Comune te ne dà 2.250», afferma il Sindaco Andrea Becca. «Il nostro Comune è piccolo, ma proviamo a pensare in grande. A Roma quante case potrebbero avere l'acqua calda scaldata con l'energia solare?».








