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Di Stefano Consiglio | 16.05.2012 20:36 CEST

Spesso i leader delle diverse nazioni europee, propongono l’introduzione degli eurobond come una possibile soluzione ai problemi economici dei paesi più svantaggiati. Questa diffusa politica fa sorgere una domanda: qual è la funzione degli eurobond?

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I bond sono dei contratti di debito, in base ai quali gli investitori accettano di fornire un prestito ad un’impresa o ad un governo in crisi, sulla base di un tasso d’interesse fissato dallo stesso bond. Qualora gli investitori dovessero ritenere il prestito rischioso, a causa della possibile insolvenza del debitore, andranno ad aumentare il tasso d’interesse. Questa disciplina crea dei seri problemi per i paesi con un elevato debito pubblico. Questi, infatti, sono costretti ad accettare prestiti con un tasso di interesse elevatissimo. L’impossibilità di restituire integralmente i prestiti ricevuti, aumenta ulteriormente il debito, spingendo gli investitori ad alzare proporzionalmente il tasso di interesse. È evidente che i bond creano un circolo vizioso che danneggia gravemente i paesi caratterizzati da un’economia in crisi.
Per cercare di risolvere questo empasse, a partire dall’estate del 2011, è stata prospettata la possibilità di introdurre i così detti eurobond. Si tratta di contratti di debito, in cui la capacità di adempiere del debitore viene valutata sulla base dei debiti sovrani di tutti i paesi dell’eurozona. In questo modo gli investitori, rassicurati dalle maggiori garanzie, manterrebbero i tassi di interesse a livelli accettabili.
Questa proposta, formulata dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e dall’ex ministro dell’Economia italiano Giulio Tremonti, ha tuttavia trovato l’opposizione dei paesi “virtuosi”, i quali ritengono di non doversi accollare il peso debitorio dei paesi meno virtuosi. Fra tutti i paesi caratterizzati da un’economia in crescita, la Germania è quella che più contesta l’introduzione degli eurobond, temendo che la creazione di un debito comune ai 17 paesi dell’eurozona, possa indurre alcune nazioni ad avviare politiche azzardare, da cui potrebbero discendere fenomeni inflazionisti. Questi fenomeni sono temuti dalla Germania per ragioni storiche, dal momento che fu una crisi inflazionistica la causa della caduta della repubblica di Weimar e dell’avvento del nazismo.

La crisi che attanaglia la Grecia, ha dimostrato la necessità di dar vita a delle politiche che preservino gli interessi europei. La proposta di introdurre gli eurobond, ancorché contestata da alcuni paesi europei, sarà oggetto delle future riunioni della Banca centrale europea, della Commissione europea e della altre istituzioni comunitarie. Qualora si dovesse decidere per la loro introduzione, un ulteriore problema deriverebbe dalla necessità di modificare i trattati per adeguarli alla presenza degli eurobond. In particolare, si dovrebbe revisionare l’art 125 del Trattato di Lisbona, che impedisce all’Ue di essere responsabile per gli impegni assunti dai singoli stati.

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La bandiera dell"Europa sventola davanti alla sede della Bce a Francoforte.
(Foto: Reuters / Ralph Orlowski)
La bandiera dell"Europa sventola davanti alla sede della Bce a Francoforte.
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