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Di Alessandro Proietti | 29.05.2012 07:56 CEST

 

La situazione spagnola peggiora. La particolarità del deterioramento, però, è che non è determinato da nuovi fatti che accadono ma semplicemente dallo "svelarsi" di alcune realtà nascoste.

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Facciamo un passo indietro, al 2010, e guardiamo globalmente al sistema bancario spagnolo: il dato che salta subito all'occhio è quello presente nella casella "Prestiti deteriorati" che sbandiera, come valore, oltre 180 miliardi di euro. Parliamo di prestiti legati al settore immobiliare. Molti, in tempi non troppo sospetti, avevano già capito la necessità di svalutare quel monte crediti troppo gonfio ma l'azzardo morale pervade nuovamente banchieri spagnoli ed autorità politiche. Con abilità si riesce ad occultare questa montagna di crediti in sofferenza del settore immobiliare facendoli sembrare "in salute".

Il tempo passa, la crisi si aggrava e torniamo a poche settimane fa: il Governo, finalmente, ritrova la lucidità per richiedere un innalzamento degli accantonamenti dal 7 a 30%. Troppo tardi. Il mercato ha fiutato l'inganno subito e nessuno è più disposto a credere ai numeri dei bilanci, troppo spesso camuffati per nascondere la loro vera natura.

Il plot di questa storia ben si adatta alla situazione attuale di Bankia, quarta banca di Spagna, ora malato quasi terminale con buchi di bilancio pari a una volta e mezzo il capitale posseduto. Il timore maggiore è che molte altre banche spagnole potrebbero seguire questo percorso: i nomi in auge sono ora quelli del Banco Popular, di Bankinter e del Banco Sabadell. La ciliegina sulla torta la mette ancora una volta Standard & Poor's declassandole fino al rating "junk" (spazzatura).

Il procedimento logico, ma non etico, vorrebbe che le banche in questione alzassero bandiera bianca per poi, con l'aiuto dello Stato, vendere a prezzo "irreali" tutti gli assets tossici (e magari bond governativi) che confluirebbero in una unica bad-bank parafulmine. La manovra, già applicata qualche anno fa negli U.S.A., ha un solo, unico, problema: necessità di ingenti somme da parte del Governo. La Spagna, ora come ora, non è in grado di sobbarcarsi l'intero ammontare dei titoli spazzatura è chiamerebbe in causa, così, la BCE. Francoforte, però, pondererà bene la sua scelta visto che la Spagna ha già attinto, da sola, al 27% dell'intero monte prestiti dell'Eurosistema.

Come reagirà la Banca Centrale Europea? Ai posteri l'ardua sentenza.

 

 

Spagna
(Foto: Reuters / )
Bandiera spagnola
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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