EURO 2012 Il massacro dei cani randagi in Ucraina

Di Stefano De Martino | 06.06.2012 15:22 CEST
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Gli Europei sono alle porte, le nazioni organizzatrici hanno fatto di tutto per essere pronte all’appuntamento. Hanno fatto tutto ed anche troppo. Fortissima l’indignazione nel mondo per la mattanza di cani randagi in Ucraina. La protesta va avanti da un paio di anni ma pochi passi sono stati fatti perché tale pratica fosse interrotta.
COSA E’ STATO FATTO L’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali ha promosso varie iniziative a difesa dei cani, iniziative che si sono rivolte sia al mondo del calcio sia al mondo politico ucraino. Già nel 2011 un appello venne rivolto a tutti i capitani delle squadre partecipanti alla competizione, poi le ripetute denunce avevano fatto sperare in bene quando nel novembre scorso il Ministro dell’Ambiente ucraino aveva chiesto che l’uccisione dei cani avesse termine. In aiuto all’Enpa, nel corso dei mesi, è intervenuto anche il Governo Italiano che si è fatto portavoce presso il Governo ucraino delle istanze di protesta. L’Enpa si è anche detta disponibile a collaborare con le istituzioni ucraine mettendo a disposizione il proprio know-how in tema di randagismo. La situazione, che sembrava volgere al positivo, in realtà non è cambiata di molto con ancora molti cani soppressi. Anche il calcio, per tramite del Presidente Federale Abete si è mostrato sensibile al problema sollecitando e confermando un impegno diretto dell’Uefa
NOVITA’ E’ degli ultimi giorni la notizia che per la prima volta, il Governo Ucraino, ha accettato, anche grazie al lavoro della diplomazia italiana, un incontro con i rappresentanti dell’Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali. Si attendono buone notizie, perchè non è ancora chiaro se le uccisioni hanno avuto termine. E’ ancora disponibile sul sito dell’Oipa il formulario per inviare una lettera di protesta direttamente alle istituzioni ucraine

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Cani randagi Ucraina
( Foto : Reuters / )
Si deve porre fine all'uccisione dei cani randagi in Ucraina
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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