È un collo di bottiglia, collega il Tirreno al Mediterraneo meridionale con un flusso continuo, è arrivato il momento di sfruttarne la corrente. Secondo un recente studio le correnti sottomarine dello Stretto di Messina presentano una potenzialità energetica di 15.000 MW, il CNR tramite un progetto POR Sicilia sta studiando in questo momento il punto più favorevole dove installare la prima turbina.
treehugger.com
Le pale della turbina avranno 22 metri di diametro
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Le 5 Stelle sbarcano anche in Germania: un nuovo clone per il Movimento di Grillo
Sentenza Mediaset, Berlusconi: "Motivazioni surreali"
"Lesbiche al rogo": nuova ondata di attacchi omofobi al Mario Mieli di Roma
Turbina extra-large. Questa volta non c'è niente di "mini"; la corrente sottomarina farà muovere delle pale che hanno un diametro di 22 metri, l'intera struttura avrà un peso di 130 tonnellate. Installato ad una profondità compresa fra i 50 ed i 90 metri il sistema fornirà 1 MW di elettricità 24 ore su 24, in grado di soddisfare la domanda di 300 famiglie.
Una nave oceanografica ha scandagliato i fondali in 3D. La campagna in mare del progetto è stata realizzata utilizzando la nave oceanografica Urania, il fondale nel quale sarà posizionata la turbina è stato caratterizzato morfologicamente in 3D. I risultati ottenuti sono relativi alla parte settentrionale dello Stretto di Messina, versante siciliano, di fronte alla spiaggia di Ganzirri, una zona con profondità variabile tra 25 e 90 metri. Per la verifica del corretto funzionamento dei modelli, è stato posizionato un ormeggio fisso che ha acquisito ulteriori dati di corrente nello Stretto.
Progetto fermo per problemi burocratici. A quanto pare il tutto rischia di fermarsi. Alberto Ribotti, tecnologo dell'IAMC CNR e responsabile dell'acquisizione dei dati fisici sperimentali nell'area dello Stretto, espone le sue perplessità:"Riguardo lo status del progetto, abbiamo gia' effettuato una campagna di misure correntometrica e batimetrica nell'area di studio, ma ora siamo fermi per problemi burocratici che competono il coordinatore"
Salviamo le cozze! Dall'Iamc-Cnr e dall'Università di Messina si sta realizzando uno studio ambientale dettagliato dei fondali per valutare presenza e distribuzione nell'area di specie protette come la Posidonia oceanica, una pianta che forma estese praterie all'interno delle quali trovano cibo e riparo numerosi organismi, e la Pinna nobilis, il più grande bivalve presente nel Mar Mediterraneo che può raggiungere anche il metro di lunghezza.








