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Di Valentina Beli | 11.06.2012 11:37 CEST

L'Emilia chiama, l'Italia risponde. Tra le varie iniziative messe in piedi per sostenere le popolazioni colpite dal sisma, dalla vendita delle forme di Grana ai singoli cittadini che hanno aperto le porte delle proprie case per dare ospitalità a chi, dopo la calamità, un tetto sicuro sulla testa ormai non lo ha più, ecco che ritorna l'sms solidale.

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L'opportunità di donare 2 euro inviando un messaggio dal proprio cellulare al 45500. Il ricavato è destinato ad un fondo creato per la circostanza dalla Regione Emilia Romagna e dalla Protezione Civile. Ma l'esperienza dell'Aquila insegna e il timore è che i soldi arrivino in ritardo, non vengano impiegati nella maniera più adeguata o, ancor peggio, non arrivino per niente.

Nel caso del sisma che nel 2009 colpì l'Abruzzo, la scelta della Protezione Civile fu quella di indirizzare i fondi ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito, con la finalità di concedere prestiti a tassi agevolati a persone ed imprese coinvolte nel sisma.

Dunque i soldi donati dagli italiani non andarono a costituire propriamente quello che la campagna di solidarietà all'epoca definì "un aiuto subito". Anzi.  Il denaro venne usato solamente come garanzia per i prestiti richiesti presso il sistema bancario locale. Della solidarietà degli italiani in pratica agli Aquilani arrivò poco o nulla: i presiti a cui i terremotati ebbero accesso - mutui al massimo di 10 mila euro per le famiglie e di 50 mila euro per le imprese - furono sì agevolati, con un tasso al 2,5%, ma pur sempre da restituire.  

In pratica i 2 euro donati con gli sms dal cellulare non sono serviti ad altro se non a fare da garanzia per l'Etimos. Inoltre, dei 5 milioni di euro raccolti, 470 mila sono stati utilizzati "per oneri riferibili alla gestione del progetto", costi che - a detta dei responsabili - sono "largamente insufficienti".

La speranza è che per l'Emilia si possa scrivere una storia diversa.

Il summit dell'Aquila
(Foto: Reuters / )
Come nel 2009 per l'Abruzzo, anche per l'Emilia è iniziata la "gara di solidarietà".
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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