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Di Redazione IBTimes | 12.06.2012 08:52 CEST

Sarebbe stato l'ambasciatore britannico in Libia l'obiettivo dell'attentato contro il convoglio di auto diplomatiche finite sotto il fuoco di armi automatiche e granate nella città libica di Bengasi: a riferirlo è un portavoce dell'ambasciata britannica. Il convoglio sarebbe stato colpito a circa 300 metri dall'ufficio consolato di Sua Maestà questa mattina.

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"Due guardie del corpo sono stati feriti durante l'attacco, ma tutto il resto del personale è rimasto illeso", ha aggiunto il portavoce: i feriti hanno ricevuto cure mediche.

Secondo quanto riportato da funzionari della sicurezza locale, il convoglio diplomatico sarebbe stato colpito da una granata a propulsione: Unis Sharif, vice-ministro degli interni della Libia, ha confermato l'attentato affermando che il veicolo stava trasportando personale di sicurezza destinato alla protezione del capo della missione diplomatica britannica a Bengasi.
Fonti della sicurezza libiche hanno fatto sapere che l'attentato sarebbe avvenuto poco dopo che il convoglio aveva lasciato un ristorante non lontano dal consolato britannico: "La polizia sul posto ha ritrovato un volantino con la firma di un gruppo che si autodefinisce le Brigate di Sheikh Omar Abdel-Rahman," hanno aggiunto le fonti della sicurezza.
Abdel-Rahman è un cittadino egiziano che attualmente sta scontando l'ergastolo negli Stati Uniti. Non è la prima volta che, in Libia, il gruppo che porta il suo nome firma azioni di questo tipo.

Secondo molti esperti, infatti, la zona intorno a Bengasi è la patria di un certo numero di gruppi che si oppongono a qualsiasi presenza occidentale nei paesi musulmani. Cinque giorni fa, un ordigno esplosivo era stato abbandonato da una macchina che passa davanti agli uffici della missione diplomatica statunitense a Bengasi. L'esplosione che è seguita aveva leggermente danneggiato il cancello di fronte all'edificio.

Il 22 maggio, una granata aveva colpito gli uffici del Comitato internazionale della Croce Rossa in città senza causare vittime.

Bengasi è stata la culla della rivolta dello scorso anno, che si è conclusa con la fine del regime guidato per 42 anni da Muhammar Gheddafi. Da allora, l'area è diventata uno dei punti più difficili da controllare del Paese, dove le forze di sicurezza dello Stato stanno lottando con difficoltà per affermare la propria autorità.

In questo clima la Libia si prepara voto del 7 luglio.

Miliziano vigila su un deposito d'armi in Libia
(Foto: Reuters / )
Miliziano vigila su un deposito d'armi in Libia
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