ROMA - Europa malata, due indizi fanno una prova?
Solo pochi giorni fa George Soros, magnate americano di origini ungheresi, si era esposto pubblicamente affermando che il tracollo dell'Europa, senza pronte misure correttive, sarebbe avvenuto entro breve. Il finanziere aveva puntato il dito più contro il sistema politico europeo che contro quello finanziario ribadendo come i c.d. PIIGS siano alquanto necessari per il sostentamento della domanda di esportazione dei "primi della classe", Germania in primis.
Reuters
Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.
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Ad aggiungersi all'assolo di Soros questa volta, però, c'è una corista d'eccezione: Christine Lagarde, Direttore del Fondo Monetario Internazionale. Sono rimasti "meno di tre mesi" di tempo per portare in salvo l'euro e l'Europa stessa. Non usa mezzi termini in una congiuntura che sembra, giorno dopo giorno, sempre più complicata da gestire. L'assenza di iniziative che diano una scossa alla situazione attuale porta inevitabilmente al collasso del sistema. L'Europa, come ora la conosciamo, imploderebbe ricadendo sulle proprie fondamenta. Lo scenario apocalittico non è identificabile in un remoto futuro: l'arco temporale fissato dai più è quello di meno di tre mesi a partire da ora. Più abbottonata, invece, sulla questione "Grexit": la possibile uscita della Grecia dall'Eurozona "sarà una questione di determinazione politica".
Le parole di Lagarde, per quanto identiche a quelle di Soros, rappresentano un vero e proprio macigno gettato nelle già poco "chete" acque del lago chiamato Europa.
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