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Di Redazione IBTimes | 12.06.2012 10:48 CEST

Dopo la decisione dell'Amministrazione americana di rimuovere le sanzioni sul commercio di petrolio iraniano a sette delle economie più grandi del mondo, la Cina rimane l'ultimo grande importatore rimasto esposto a possibili sanzioni che potrebbero partire dalla fine del mese.

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Washington ha, infatti, escluso dalle sanzioni India, Corea del Sud, Turchia e altri quattro paesi in cambio di una notevole riduzione nel volume dei loro acquisti di petrolio iraniano. Lo ha fatto sapere il Segretario di Stato Hillary Clinton nella giornata di oggi.

La Cina, che compra da sola un quinto delle esportazioni di greggio dell'Iran, e Singapore, dove la maggior parte dell'olio combustibile del paese proviene proprio dall'Iran, sono le due economie rimaste escluse dalla deroga: la mossa di Washington sembra mirata a aumentare le pressioni su due importanti partner commerciali degli Stati Uniti in Asia.

Le sanzioni, che gli Stati Uniti potrebbero imporre a partire il 28 giugno, sono fra le misure più aggressive prese dall'Amministrazione per costringere l'Iran negoziare sul suo programma nucleare.

Gli Stati Uniti e l'Unione europea ritengono che l'Iran sta cercando di arricchire una quantità di uranio sufficiente per costruire un'arma nucleare, mentre Teheran dice che il programma è esclusivamente per scopi civili, in primo luogo per creare isotopi medici per l'utilizzo in procedure come raggi-x.

Al di là dei 27 paesi UE, che hanno vietato le importazioni iraniane a partire dal luglio attraverso l'approvazione di sanzioni separate da quelle americane, altri acquirenti di greggio dell'Iran si sono impegnati a ridurre gli acquisti fino a un quinto.

"Riducendo le vendite di petrolio dell'Iran, stiamo inviando un messaggio deciso ai leader iraniani: fino a quando non intraprenderanno azioni concrete per rispondere alle preoccupazioni della comunità internazionale, continueranno ad affrontare un crescente isolamento e la pressione", ha detto la Clinton in un comunicato.

Geng Shuang, un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington, ha detto che il suo governo "si oppone a sanzioni unilaterali imposte da un paese sugli altri". Ha aggiunto che la Cina spinge per una soluzione diplomatica alla questione nucleare iraniana attraverso i negoziati.

Combustibile nucleare presentato durante l'annuale celebrazione sull'energia nucleare del Paese in Iran
(Foto: reuters / reuters)
Combustibile nucleare presentato durante l'annuale celebrazione sull'energia nucleare del Paese in Iran
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