Quella del Sassuolo è stata una stagione agrodolce. La lunga cavalcata dai verdenero, giunti terzi nella regular season, si è conclusa al primo turno dei play-off per mano della Sampdoria. E così quella emiliana è stata la prima formazione nella storia della serie cadetta a non centrare la promozione in A dopo essersi qualificata come migliore alle finali. Una botta psicologica che patron Giorgio Squinzi sembra far fatica ad assorbire: "Torno al ciclismo" ha replicato il presidente di Confindustria ai cronisti che gli hanno chiesto un commento sulla permanenza al timone del club emiliano.
Reuters
Giorgio Squinzi, nuovo presidente di Confindustria
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RETTIFICA IMMEDIATA - Squinzi si è subito ripreso: "No, sto scherzando. Stiamo decidendo quale strategia adottare per il futuro". Dopo la sfuriata contro l'arbitro, susseguente all'eliminazione dalla semifinale, il patron si è rassegnato a perdere il tecnico Fulvio Pea, che ha accettato la corte del Padova.
L'EPOPEA MAPEI - Dal 1994 Squinzi scese nel ciclismo con la corazzata Mapei. In pochi anni la sua divenne un'autentica armata, imponendosi grazie ad atleti del calibro di Ballerini, Bartoli, Bettini, Freire, Garzelli, Museeuw, Tafi e Tonkov in tutte le più importanti corse al mondo, ad eccezione della Milano-Sanremo. Nel palmares della formazione ben cinque Parigi-Roubaix (con una storica tripletta) e 4 corridori in grado di vincere il Mondiale con la maglia della propria nazionale. Squinzi fu inoltre artefice di una dura battaglia contro il doping durante il Giro 1998, abbracciando in pieno la linea portata avanti dal Coni e schierandosi contro Marco Pantani.








