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Di David Pascucci | 12.06.2012 15:55 CEST

Dopo gli aiuti alla Grecia e i più recenti 100 miliardi per le banche spagnole, sembra che sia arrivato il momento dell'Italia. Quello che viene chiamato rischio sistemico è uno dei fardelli dell'economia europea, un macigno che pesa sull' unione forzata dell'Europa e che porterebbe alla completa disgregazione economica attuale.

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Rischio sistemico e Grecia- La Grecia è stato l'esempio lampante di quanto sia alto il rischio sistemico in Europa. Molti media ed economisti, hanno definito la Grecia come una pulce all'interno dell'Europa, il cui fallimento non avrebbe causato dei danni molto gravi. Come mai sono arrivati gli aiuti da parte delle istituzioni economiche internazionali? Questo dettaglio è passato quasi inosservato, anzi, è passato come un atto i bontà da parte dei prestatori. Il salvataggio (o meglio, il rivio di un default reale) è stato necessario per salvare il sistema finanziario europeo dalla catastrofe: la fitta rete di investimenti da parte di banche e la forte esposizione ai diversi mercati europei, fa sì che ci siano legami quasi indissolubili tra le banche di un paese e una nazione europea. Il Default Grecia venne "rimandato" per la prima volta per via delle forti esposizioni delle banche tedesche verso Atene e per fare in modo che esse collocassero sul mercato i rischiosi titoli greci, sfruttando il "piano di salvataggio" per venderli.

I piani di "salvataggio" - Con i piani di salvataggio, la Grecia non è comunque riuscita a risollevarsi, eppure sono stati sborsati svariati miliardi. Il problema è il fatto che la Grecia (così come l'Italia e la Spagna odierna) non sono più in grado di produrre ricchezza e, di conseguenza, non sono in grado di "generare" il tasso di interesse sui prestiti. Questa situazione crea ancora più debito e porta alla completa degenerazione dell'economia reale, arrestando la crescita e i consumi. Questo è ciò che è successo in Grecia e che succederà in Spagna con i nuovi prestiti (anche se si vanta di non avere le condizioni greche), per l'Italia aspetteremo.

Perché erogare prestiti? - Se foste una banca, prestereste denaro ad un povero (colui che consuma interamente il reddito per mangiare) o ad un giocatore d'azzardo? Penso proprio di no. Bene, in Europa è successo l'opposto: sono stati erogati prestiti per paesi che si sapeva non avrebbero generato ricchezza. Perché la forte necessità di prestare? Se non fossero stati erogati i prestiti, la Grecia avrebbe dichiarato default e il sistema economico europeo sarebbe collassato.

Quale destino per l'Italia? - Dopo aver descritto la situazione greca, dobbiamo parlare di Spagna e poi di Italia. In Spagna c'è necessità di ricapitalizzare le banche, un debito da 100 miliardi (possibili) che non sarà mai saldato, anzi, interverrà lo Stato, il quale si indebiterà per ripagare i debiti del sistema bancario spagnolo. Tra poco costringeranno anche l'Italia ad accettare degli aiuti, aumenteremo il nostro debito e l'economia reale peggiorerà ulteriormente arrivando a testare una situazione simile a quella greca. In economia si dice "too big to fail" (troppo grande per fallire), dal 2008 si parla però di "too big to save" (troppo grande per salvarla).

Ora riaffiora di nuovo il tema del rischio contagio: in realtà questo rischio è nato con l'Europa ed è stato consolidato con l'euro, un rischio non calcolato e lasciato da parte come se fosse una cosa superflua. Intanto, agli europei arriverà il salatissimo conto.  

 

 

Europa
(Foto: Reuters / Cathal McNaughton)
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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