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Di Gianluca Iozzi | 12.06.2012 23:28 CEST

 

Da tempo oramai i rapporti tra la Turchia e l'Armenia non sono idilliaci, e a complicare ulteriormente la difficile situazione ci ha pensato Ankara, che ha chiesto la chiusura della centrale nucleare armena di Metsamor, situata pochi chilometri a sud di Yerevan.

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Ankara ha dei fondati motivi per invocarne la chiusura. Quali? Ad esempio il fatto che è situata in una zona simica, ed inoltre essendo stata costruita negli anni 70, è obsoleta. Per non parlare dei sistemi di sicurezza, che in caso di incidente risulterebbero totalmente inefficaci.

Infatti L'Ue ha spiegato chiaramente che i reattori armeni VVER440 440 modello V230 che compongono la centrale sono tra i "più vecchi e meno affidabili dei 66 reattori sovietici costruiti in Europa orientale e nell'ex Unione Sovietica".

Ma il punto focale della questione è un altro: la centrale rappresenta il 40% del fabbisogno energetico nazionale dell'Armenia, e di conseguenza un eventuale spegnimento costituirebbe un problema notevole per Yerevan.

A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato il governo armeno, il quale ha intenzione di costruire un'altra centrale nucleare che dovrebbe produrre 1000MW, per un costo totale di 4 miliardi di dollari, che rappresenta oltre il 20% del PIL nazionale (18 miliardi). La fine dei lavori è prevista per il 2016, e fino ad allora l'attuale centrale di Metsamor resterebbe in funzione.

Dunque sembrerebbe che il disastro nucleare di Fukushima non ha insegnato nulla, e a confermare questa tesi è Sinan Oran (direttore del Centro turco per le relazioni internazionali e l'analisi strategica): "Le esplosioni avvenute nelle centrali nucleari in Giappone, dovrebbero servire da lezione a tutti, e la comunità mondiale deve riflettere su quali conseguenze potrebbero derivare in Armenia da un terremoto di magnitudo di almeno 7 punti. In Giappone, una centrale nucleare viene costruita sulla base di tecnologia nucleare di terza generazione, mentre la centrale nucleare di Metsamor è stata costruita secondo la tecnologia nucleare di prima generazione, e questo aggiunge un particolare pericolo per la regione. Considerato il fatto che l'Armenia è uno Stato non democratico, la popolazione del Paese non può protestare contro il funzionamento di questo impianto".

Dunque come finirà questa vicenda? Ankara ha già annunciato che chiederà nuovamente una ispezione dei tecnici dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), per sapere se la centrale può rimanere aperta o meno.

Se il parere degli ispettori dovesse essere negativo l'Armenia si troverebbe in grossi guai. Poiché dovrebbe acquistare quasi metà del fabbisogno energetico da paesi confinanti come l'Azerbaigian, l'Iran o la Turchia.

 

 

Scontro Turchia-Armenia sulla chiusura della centrale di Metsamor
(Foto: Flickr / Mauron B)
L'immagine di una centrale nucleare
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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