Si chiama Rosita. E' una vacca, ma non una vacca qualsiasi. Si tratta di una star e le sue foto stanno facendo il giro di tutto il Sud America.
Reuters
Le mucche in Usa producono meno latte a causa del clima
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Gli scienziati creatori spiegano che la vacca-transgenica ha l'aspetto di una mucca di Holstein, la specie naturale usata come base. Tuttavia, il suo organismo e le sue capacità sono differenti. Il suo DNA contiene alcuni geni umani: grazie a questo il suo latte contiene lisozima o lattoferrina (proteine "umane") in grado di proteggere il neonato e stimolare il suo sistema immunitario, oltre ad un contenuto di grasso aumentato del 20%.
Rosita è stata clonata circa un anno fa da un'equipe di ricercatori argentini dell'Università di San Martin ed è già in grado di produrre latte fruibile da neonati.
I ricercatori argentini hanno dichiarato: "Questo è un modo per contribuire alla lotta contro la mortalità infantile, dal momento che una proteina può prevenire le malattie infettive dell'apparato digerente l'anemia nei neonati. La scoperta non mira a sostituire il legame madre-figlio durante l'infanzia, ma è destinato a quei bambini che, per varie ragioni, non hanno accesso al latte dalle loro madri".
Le vacche transgeniche sono identiche nell'aspetto a quelle normali, ma il loro latte contiene proteine umane come il lisozima che protegge i neonati dalle infezioni o la lattoferrina che rafforza il sistema immunitario. È stato inoltre modificato il contenuto in grasso alzandolo di circa il 20%, riporta il Sunday Telegraph, secondo cui la nuova bevanda «potrebbe essere un'alternativa all'allattamento al seno e ai vari latti artificiali che spesso sono criticati come un'alternativa insufficiente per il neonato».
Del tutto contraria la britannica Real Società per la Protezione degli Animali, i cui esperti fanno notare come "La prole degli animali clonati spesso ha grossi problemi di salute" e quindi "Abbiamo veramente bisogno di questo latte?"








