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Di Emiliano Ragoni | 15.06.2012 11:21 CEST

La crisi di Nokia sembra non avere finire mai. E Microsoft pensa all'acquisizione. Un crollo delle azioni in borsa avvenuto questa mattina sembra aver spinto la casa finlandese a decidere di tagliare 10.000 posti di lavoro, pari a circa il 19 per cento delle risorse umane. Il taglio di questi 10.000 posti di lavoro avverrà entro la fine del 2013. In questo modo si risparmierebbero circa 2 miliardi di dollari. Secondo Wyatt Research, il valore delle azioni Nokia è sceso del 15 per cento.

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Il quotidiano online britannico The register  afferma che Microsoft ha in mano già da un anno i conti della società finlandese, ed ora che l'azienda ha lasciato in borsa il 40% del proprio valore, le possibilità di rilevare una parte di essa sarebbero piuttosto concrete.

Ma dove ricercare i motivi di questa crisi così profonda che sembra quasi aver preso i connotati dell'irreversibilità? La risposta è piuttosto semplice: Nokia non ha saputo rinnovarsi e non ha saputo stare al passo con i tempi, specie nella fascia alta del mercato. L'inizio della crisi può essere fatto risalire al 2007, anno in cui Apple ha rilasciato l'iPhone. Ma non solo Apple. Anche Google con il suo sistema operativo Android ha messo alle corde Nokia, rosicchiandogli costantemente quote di mercato. D'altro canto i dirigenti Nokia sono stati particolarmente "sordi", sottovalutando la minaccia dell'iPhone.

In realtà la ricerca dei motivi della crisi della Nokia sono da ricercare all'inizio del 2000, anno in cui negli USA spopolavano i telefonini così detti a conchiglia, da sempre specialità di Motorola. Nokia non ha mai saputo creare un modello degno che avesse questo form-factor e così facendo ha perso l'approvazione del pubblico e del mercato americano. 

Nokia è sempre stata troppo attaccata al suo storico sistema operativo, il symbian. I Dirigenti dovevano invece saltare sul "carro" Android, così come ha fatto Motorola, che grazie all'adozione del sistema operativo di Google ha saputo risollevarsi. Per non parlare dei tentativi mal riusciti dei sistemi operativi su base Linux Maemo e Meego. Fortunatamente Elop ha avuto il coraggio e la consapevolezza di adottare un s.o. come Windows Phone dotato comunque di un enorme potenzialità.

La recente crisi è stata pagata dall'azienda nord europea a duro prezzo: chiusura degli uffici Nokia in Finlandia, Germania e Canada e dimissioni dei dirigenti Niklas Savander, Mary McDowell e Jerri DeVard. Inoltre quasi sicuramente la casa finlandese sarà costretta a cedere il prestigioso marchio Vertu, specializzato nella realizzazione di telefoni cellulari di lusso.

Il CEO Stephen Elop afferma che questa ristrutturazione è necessaria per garantire la vitalità dell'azienda e che si adopereranno per supportare adeguatamente coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro. L'azienda comunque si impegna a tenere attivo il reparto creativo; quell'innovazione tanto paventata da Nokia prima di cadere in ginocchio. 

Elop ha ancora la possibilità di salvare la società. I semi del possibile fallimento di Nokia sono stati piantati molto tempo prima che Elop prendesse le redini. Una serie di passi falsi hanno trasformato la società leader induscussa della telefonia mobile in un vero e proprio colabrodo.

Leggi anche:

Recensione del Nokia Lumia 710 


 

 

 

Il CEO di Nokia Stephen Elop
(Foto: reuters / )
Elop ha il suo bel da fare a tentare di risollevare le sorti della Nokia
This article is copyrighted by International Business Times.
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