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Di Gianluca Iozzi | 15.06.2012 16:05 CEST

Spy game: sembra il titolo di un film, invece è ciò che sta accadendo all'interno del Movimento 5 Stelle fondato dal comico Beppe Grillo.

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Secondo gli ultimi sondaggi relativi alle intenzioni di voto il Movimento di Grillo avrebbe il 21% di consensi. Ma una domanda sorge spontanea: quanto può durare un progetto del genere dilaniato da violenti conflitti interni?

La vicenda è partita da un messaggio scritto sul forum on line del Meetup di Bologna dal moderatore Renato Padoan, nel quale afferma che "c'è qualcuno che crede di poter fare il bello e il cattivo tempo all'interno del MoVimento 5 stelle. Contatta Beppe Grillo e lo Staff del Blog e gli fornisce informazioni false e fuorvianti, scatenando reazioni inaccettabili dall'anima pura del MoVimento e dai suoi attivisti.
Mai prima d'ora c'è stato un così concreto tentativo di ingerenza dal punto di vista delle scelte politiche da parte del nostro Amato Garante".

Il riferimento va al consigliere comunale bolognese Massimo Bugani, colpevole secondo Padoan di aver informato Grillo e Casaleggio (l'uomo che gestisce il blog del comico genovese, nonché colui che ha inventato il Movimento, e che possiede un enorme potere sulla gestione degli iscritti) della candidatura di Valentino Tavolazzi a direttore generale di Parma. La nomina di Tavolazzi come direttore generale fu sostenuta dal sindaco Federico Pizzarotti, che telefonò all'eminenza grigia del Movimento per comunicare la sua scelta. La nomina fu sponsorizzata anche dal consigliere regionale Giovannni Favia.

Secondo i presenti alla telefonata, Casaleggio espresse il suo disappunto per la candidatura di Tavolazzi. E con un tempismo perfetto il giorno dopo Beppe Grillo sul suo blog scrisse: "Ho saputo soltanto ieri sera della candidatura (appoggiata da un consigliere del M5S dell'Emilia Romagna, Giovanni Favia, ndr) di Valentino Tavolazzi di Progetto per Ferrara a cui è stato inibito l'uso congiunto del suo simbolo con quello del MoVimento 5 Stelle qualche mese fa. Ovviamente è una scelta impossibile, incompatibile e ingestibile politicamente. Mi meraviglio che Tavolazzi si ripresenti ancora sulla scena per spaccare il MoVimento 5 Stelle e che trovi pure il consenso di un consigliere".

Dunque alla luce di questo episodio sembrerebbe che Padoan accusi Grillo di ingerenza nelle scelte politiche.

Ma non finisce qui, poiché il moderatore del meetup bolognese, ha accusato il consigliere comunale bolognese Bugani anche di aver scatenato una guerra interna al Movimento al fine di mettere fuori gioco Giovanni Favia (da sempre critico verso le scelte intraprese dal duo Grillo-Casaleggio) e tutti gli altri esponenti critici verso Grillo e Casaleggio.

Il consigliere comunale si è difeso dalle critiche affermando di "apprezzare e rispettare il lavoro svolto da Favia in Regione",  rivendicando però il diritto "di sentirsi libero di criticare".

In particolare Favia è "sotto tiro" per l'uso dei soldi provenienti dal suo stipendio (nonché di una sua eventuale candidatura al Parlamento, anche se più volte smentita dall'interessato), così come il suo collega in Regione Andrea Defranceschi.

Ma la resa dei conti sembra non destinata a fermarsi, poiché questa volta a sostenere il moderatore del meetup bolognese arriva anche l'ex consigliere rumena Antonia Dejeu, uscita dal Movimento a causa della critica posizione di Grillo sul diritto di concedere la cittadinanza ai figli di immigrati che nascono sul territorio italiano.

Ebbene l'ex consigliere si è scagliata contro Marco Piazza (Consigliere Comunale di Bologna) rivelando una conversazione risalente a fine gennaio: "Quel giorno tutti gli attivisti sono a conoscenza della mia intenzione di ritirarmi. Marco Piazza mi chiede di pensare al fatto che Giovanni Favia avrebbe gongolato perché non lo avrei più contrastato.

Marco-prosgue Dejeu, ndr- poi mi ripete una frase che Massimo Bugani mi aveva già detto in precedenza: stringi i denti, aspetta uno o due mesi, abbiamo parlato con Casaleggio che risolverà il problema Favia con un post sul blog, tra un mese".

Ma Piazza ha replicato affermando: "Né io né Massimo siamo delle spie, non complottiamo e non ordiamo trame con Casaleggio e Beppe (che io personalmente ho sentito una sola volta al telefono) non tramiamo contro Giovanni, né contro Tavolazzi né contro Cento".

Insomma sembrerebbe che i contrasti all'interno del Movimento verrebbero risolti con le "maniere forti". In particolare il personaggio chiave di tutta questa vicenda sembrerebbe Gianroberto Casaleggio.

Come dimostrano i retroscena raccontati da Antonia Dejeu, dietro a Grillo sembrerebbe  esserci proprio Casaleggio. L'uomo ombra del Movimento che avrebbe il potere di decidere sulla sorte degli iscritti. Il comico genovese, dunque, avrebbe soltanto il ruolo di esecutore materiale delle "direttive" provenienti dall'alto.

Comunque i problemi all'interno del Movimento non finiscono qui, poiché Massimo Bugani ha affermato di essere in possesso di un dossier: "Io non ho niente da nascondere. Chi vuole venire a toccare con mano un meraviglioso dossierino reale e non inventato ad arte (su chi invece parecchie cose da nascondere le ha) può venirmi a trovare quando vuole".

Beppe Grillo ha sempre attaccato i partiti accusandoli di scarsa democrazia, poiché non lasciano la possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti .

Ma a pensarci bene il comico ha uno strano concetto di democrazia, poiché è vero che i curriculum dei candidati sono disponibili in rete, ma è pur sempre il duo Grillo-Casaleggio che ha l'ultima parola sulle nomine.

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