FALLIMENTO PIACENZA. Tutto finito, il club scompare

Di Cristian Amadei | 19.06.2012 11:35 CEST
Dimensione testo + -

L'agonia. La giornata di ieri è stata una lenta agonia che ha portato alla scomparsa del glorioso Piacenza Calcio. Le ultime speranze erano legate a Luciano Arici che nonostante la pesante penalizzazione di 11 punti inflitti dalla sentenza sul calcio scommesse, era interessato a entrare nella compagine composta fin lì da Guido Molinaroli e Massimo Garibaldi, i curatori fallimentari che sono andati di molto oltre al loro ruolo istituzionale mossi da sentimenti che vanno oltre il lavoro e sfociano nella passione. La fumata bianca non c'è stata e anche l'ultimo imprenditore (dopo il rifiuto incassato dai fratelli Stefano e Marco Gatti) non ha presentato offerte entro la mezzanotte, decretando la fine del club.

Seguici su Facebook

La penalizzazione. Di certo non ha aiutato la pesante, anche se scontata (inizialmente erano 19 i punti chiesti di penalizzazione), sentenza dal calcio scommesse di -11 nel prossimo campionato che al momento non siamo sicuri ci sia, nemmeno nelle serie minori. Appare strano che la sentenza colpisca il "Piacenza Calcio" la società fondata a seguito del fallimento del "Piacenza Football Club Spa", titolare dell'illecito sportivo, ma non essendoci in Italia chiare norme sulla portabilità della sentenza a seguito di fallimento non si è potuto evitare.

Il futuro. Nei prossimi giorni e non oltre venerdì il comitato 'Salva Piace' si è impegnato ad acquistare il marchio e i trofei del Piacenza Calcio per salvarla da possibili speculazioni. L'offerta fatta è di 30.000 euro, ma nelle casse del comitato ne mancano ancora 10.000, ma sono tutti convinti che non ci siano problemi a salvare almeno questo lotto. In poche parole del Piacenza Calcio resterebbe solo il marchio e in futuro (non si sa se già dalla prossima stagione) potrebbe essere utilizzato da un club già esistente e disposto alla fusione.

L'ipotesi più accreditata riguarda il club di eccellenza San Nicolò Marsaglia del patron Rizzo che era presente alla riunione di ieri. L'altra alternativa è ricominciare da 'zero' con la nuova squadra magari con il coinvolgimento del sindaco di Piacenza, Dosi, per farsi avanti con la Lega e iscrivere la squadra in Eccellenza, necessari 100.000 euro. Altrimenti ultima opzione ripartire dalla terza categoria.

La decisione finale verrà presa nella prima riunione del Consiglio, fissata per lunedì 2 luglio alle 18.30 nella sede di Libertà. Ci saranno: Roberto Reggi (presidente onorario), Massimo Garibaldi (tesoriere) e i consiglieri: Paolo Gentilotti , Alberto Galandini, Giancarlo Piva, Luca Zandonella, Federico Zucca, Antonio Castaldi, Francesco Tiramani, Marco Bertoli e Davide Battistotti.

I tifosi. La rabbia dei tifosi va verso Stefano Garilli, che si è defilato, così come Inzaghi e altri ex calciatori, "..quando si è trattato di salvare la Carrarese, Buffon è intervenuto... e Seedorf col Monza", e più in generale verso tutti quelli che potevano e non hanno fatto offerte, anche perché come quasi tutti sapevano, l'ammontare del debito era coperto col valore dei cartellini giocatori, le proprietà e il materiale tecnico. Ora il Piacenza non esiste più, e a soffrire sono soltanto loro e componenti del comitato.

Lo Stadio. Lo stadio Garilli vedrà comunque giocare la serie B, come da tradizione, in campo però la Pro Vercelli, al ritorno in serie cadetta dopo molti anni, che prende in prestito lo stadio del Piacenza almeno fino a novembre, a causa dei lavori di adeguamento al proprio impianto.

LEGGI ANCHE:

FALLIMENTO PIACENZA. Terza asta deserta, si spera nel miracolo.

FALLIMENTI CLUB. Piacenza e Triestina rischiano la scomparsa.

Fallimento Piacenza
( Foto : reuters.com / )
Altre penalizzazioni per le squadre italiane
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
Join the Conversation
IBTimes TV
SEGUI SPORTS & STARS
 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci