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Di Stefano Consiglio | 19.06.2012 18:48 CEST

Yulia Tymoshenko, già condannata a 7 anni di carcere per abuso di potere, è stata accusata di omicidio su commissione dal procuratore aggiunto Renat Kuzmin, secondo il quale ci sarebbero prove sufficienti per incriminarla formalmente.
L’accusa mossa alla Tymoshenko e di aver ordinato l’omicidio di Yevhen Shcherban, un deputato assassinato nel 1996 all’aeroporto di Kiev. Secondo le indagini compiute dal procurato Kuzmin gli assassini, che hanno freddato Shcherban davanti agli occhi della moglie, sarebbero stati pagati con denaro proveniente dai conti correnti della Tymoshenko e dell’allora primo ministro Pavlo Lazarenko.

reuters
La leader dell'opposizione ucraina Julija Tymoshenko mostra i lividi

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Il movente, che si celerebbe dietro a questo omicidio, è di natura economica. All’epoca dei fatti la Tymoshenko gestiva una società che si occupa di fornire gas russo alle imprese ucraine. L’eroina della rivoluzione, spalleggiata dal premier Lazarenko, tentava di convincere le imprese locali ad acquistare le materie prime da lei fornite. Shcerban, uomo di enorme ricchezza con forti influenze sul parlamento e sulle imprese ucraine, contestava l’attività della Timoshenko accusandola di compiere azioni illegali. Secondo questa ricostruzione l’omicidio di Shcerban avrebbe avuto lo scopo di eliminare qualunque concorrenza nella fornitura di gas naturale.

La Timosenko, da molti conosciuta come la “lady di ferro”, iniziò a lavorare nel settore energetico molto giovane quando l’Ucraina era ancora parte dell’URSS. Tuttavia fu durante gli anni che vanno dal 1990 a 1998 che, esportando metalli e importando gas metano, diventò una delle donne più ricche del Paese

L’ingresso in politica risale al 1996 quando venne eletta in Parlamento con una percentuale di voti elevatissima. Nel 2001 divenne ministro dell’energia del presidente Kucma, il quale tuttavia la licenziò dopo pochi mesi, sia perché ciò gli era stato richiesto dagli industriali, sia perché la Timosenko era stata arrestata per falsificazione di documenti e importazione illegale di metano (un’accusa dalla quale venne prosciolta dopo breve tempo). Da quel momento la lady di ferro si schierò nelle fila dell’opposizione al fianco di Viktor Juscenko.

La sua popolarità crebbe enormemente durante la rivoluzione arancione del 2004. In quell’ anno le elezioni politiche vedevano contrapporti due principali candidati: Viktor Janukovyc, delfino dell’ex presidente Kucma e Viktor Juscenko, leader del partito di opposizione.
I primi risultati davano vincente Janikovyc; questi vennero tuttavia contestati da Juscenko che, denunciando brogli elettorali, invitò i propri sostenitori a rimanere in piazza fino a quando non fossero state svolte nuove consultazioni. Questa iniziativa venne immediatamente appoggiata dalla Timosenko che divenne l’emblema della rivoluzione arancione (cosi denominata in quanto i suoi membri usavano protestare pacificamente utilizzando abbigliamenti o accessori di quel colore). A seguito delle contestazioni di piazza la Corte Suprema ucraina invalidò i risultati raggiunti. Le nuove consultazioni attestarono la vittoria di Juscenko.

Il Neo presidente non si dimenticò della sua sostenitrice e nel 2005 la nominò primo ministro (fu la prima volta che l’Ucraina vide una donna divenire Premier). La Tymoshenko ricoprì tale carica solamente per un anno; nel 2006 il presidente sciolse il governo criticando l’ex premier di non saper mitigare i contrasti fra i partiti di maggioranza e quelli d’opposizione.

Nel 2010 la “Lady di ferro” presentò la sua candidatura alle presidenziali. Non riuscì tuttavia a conquistare la presidenza, perdendo contro il rivale Janukovyc per uno scarto di circa il 3% dei voti.

In questo quadro si colloca la condanna della Tymoshenko, a 7 anni di reclusione e a 3 anni di interdizione dai pubblici uffici per abuso di potere, disposta dal tribunale di Kiev l’11 ottobre del 2011.

Al momento della condanna l’eroina della rivoluzione arancione l’aveva definita: “Un’ accusa politica mossa non dal tribunale ma dal presidente Janukovys, il quale vorrebbe sbarazzarsi di una temibile avversaria”.

Dello stesso tenore sono state le dichiarazioni rese oggi dai sostenitori della Tymoshenko, i quali hanno criticato l’accusa mossa dalla procura sostenendo che essa sia stata formulata direttamente dal presidente Janukovys. Secondo i portavoce del partito della lady di ferro: “l’Ucraina è governata da un dittatore che sguinzaglia i suoi tirapiedi contro chiunque abbia il coraggio di protestare contro la spirale che porta il Paese verso l’abisso criminale”

Ucraina, caso Tymoshenko
(Foto: reuters / )
La leader dell'opposizione ucraina Julija Tymoshenko mostra i lividi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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