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Di Giovanni Tortoriello | 20.06.2012 12:49 CEST

"Ci sono le impronte digitali di Silvio Berlusconi sui soldi dei fondi neri". Con queste parole il Pm Fabio De Pasquale ha giustificato la richiesta di condanna di 3 anni e 8 mesi di reclusione avanzata nei confronti di Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Mediaset che vede l'ex premier imputato per frode fiscale.

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In una durissima requisitoria tenutasi davanti ai giudici della prima sezione del tribunale di Milano, il pubblico ministero ha fatto riferimento a conti bancari svizzeri, riconducibili a Berlusconi, all'interno dei quali sarebbero stati versati i soldi che Mediaset avrebbe ottenuto gonfiando i costi dei diritti tv. De Pasquale ha confutato la tesi della difesa secondo la quale Berlusconi avrebbe lasciato il comando di Mediaset dopo la sua discesa in politica, ribadendo, invece, il ruolo centrale del Cavaliere all'interno dell'azienda.Tesi che l'ex presidente del consiglio ha definito "assurda": "Durante il mandato da premier per i Pm avrei avuto la voglia e il tempo di interferire in una società quotata".

Insieme a Berlusconi, sono imputate nell'ambito dello stesso procedimento altre 10 persone. La richiesta di condanna più alta (sei anni) è arrivata nei confronti di Paolo Del Bue, fondatore di Banca Amer, accusato di riciclaggio. Per lo stesso capo di imputazione sono stati chiesti cinque anni per Ermionio Giraudi, quattro per Carlo Rossi Scribani e tre anni per Manuela De Socio.,Richiesti inoltre tre anni e otto mesi per Daniele Lorenzano e Frank Agrama, tre anni per Marco Colombo e Giorgio Del Negro  e due anni e sei mesi per Gabriella Galetto, tutti accusati di frode fiscale. Una pena di tre anni e quattro mesi, infine, è stata richiesta per Fedele Confalonieri definito dal magistrato "la figura fedele con il compito di rappresentare pubblicamente l'azienda, l'uomo al quale spettava l'ultima parola", accusato anch'egli di frode fiscale.

Secondo l'accusa, Mediaset avrebbe acquistato dei diritti televisivi attraverso una serie di società estere con sede a Malta, Svizzera e Bahamas e poi ne avrebbe gonfiati i prezzi per generare fondi neri sottratti al fisco italiano. Tra il 1994 e il 1998 la società di Cologno Monzese avrebbe gonfiato i prezzi dei diritti tv per circa 90 milioni di dollari l'anno, per un totale di 368 milioni di dollari. A questi soldi, secondo l'accusa, vanno aggiunti altri 40 milioni di dollari inerenti i bilanci 2001-2003. Nel complesso l'accusa si riferisce a "circa tremila titoli di film che hanno dato origine a circa 12mila passaggi contrattuali, ogni titolo aveva dunque 4 passaggi commerciali".

Il processo, cominciato nel 2006, dovrebbe concludersi subito dopo la pausa estiva.

 

 

 

Processo Mediaset, chiesti 3 anni e 8 mesi di reclusione per Silvio Berlusconi
(Foto: Reuters / Alessandro Bianchi)
Silvio Berlusconi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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