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Di Federica Geremia | 21.06.2012 12:18 CEST

Reuters
Un marea di greggio nelle acque tarantine

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I membri del Fondo Antidiossina Taranto Onlus hanno dimostrato che il mare di Taranto è pieno di petrolio, tanto che basta un secchio per recuperarlo.

Come se non bastasse, nella stessa zona sono stati rilevati anche idrocarburi contenenti elementi chimici altamente nocivi che sicuramente provengono dallo stabilimento siderurgico Ilva, già al centro di molte inchieste per gli effetti cancerogeni che le sue emissioni apportano alla popolazione.

A sostegno di questa tesi, il rilevamento di una scia oleosa sulla superficie dell'acqua da parte dello stesso autore del video, nonché presidente del F.A.T.O. Fabio Matacchiera. Si presume quindi, che la grande fabbrica di acciaio scarichi in mare le acque utilizzare per raffreddare gli impianti, e che i residui inquinanti si depositino sul fondo.

Ma bisogna ricordare che il 12 aprile scorso, la nave "East castle" ha riversato una quantità di carburante proveniente sempre dall'Ilva, stimato tra le venti e le venticinque tonnellate. In quel caso però, si trattò di un errore umano poiché durante lo scalo si doveva scaricare dell'acqua.

Nonostante le operazioni di bonifica siano state immediate, il ritrovamento del petrolio nel mare non può prescindere da tale incidente.

Ora saranno le analisi a spiegare quali sono le sostanze riversate nel Mar Grande pugliese.

 

 

 

Petrolio nel mare di Taranto
(Foto: Reuters / )
Un marea di greggio nelle acque tarantine
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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