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Di Paolo Gaspare Conforti di Lorenzo | 21.06.2012 16:15 CEST

Scriveva il Wall Street Journal la settimana scorsa: "L'economia italiana è moribonda", proprio mentre in Italia, il primo Ministro italiano Mario Monti conduceva un'importante riunione straordinaria a Palazzo Chigi sulla crisi dell'Eurozona. Due giorni dopo ancora il WSJ: "La luna di miele tra Monti e gli italiani pare essere terminato".

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Il Financial Times a seguire con l'editoriale: "Mamma mia, ci risiamo", poi all'interno, un lungo articolo di analisi dell'economia italiana, dipanando tutti i punti di criticità a ragione del default economico. Così come Bloomberg, lungo le pagine della sua autorevole rivista economica "Businessweek", per mano di Carol Matlack tendenziosamente contro la politica italiana, nonostante gli sforzi di Monti, degli italiani e del pareggio di bilancio a partire del 2013, a differenza del +12% americano.

La Gran Bretagna, non è certo mai stata morbida con l'Italia né tantomeno con l'Unione europea, essendo essa stessa euroscettica per eccezione sin dalle origini, ma mentre gli Stati uniti e i suoi autorevoli opinionisti, in modo illogico attaccavanono l'Europa, il presidente Obama si prodigava a rendere morbida l'asse USA-Europa a sostegno di quest'ultima.

Qualche economista è andato oltre la posizione di parte dei commentatori di oltreoceano, ipotizzando il timore statunitense nel vedere realizzata un'unione europea in ripresa e magari forte e competitiva.

Se l'economia dell'Europa è in ginocchio, quella statunitense non è in piedi. In molti parlano di strategia anti-Europa. Così al di là delle dichiarazioni ufficiali, gli Stati Uniti confidano, per il suo rilancio, in un'Europa più debole che forte. Degli ipotetici Stati Uniti d'Europa, a conclusione di un processo di vera e propria integrazione e coordinamento, sarebbe un competitor molto agguerrito anche per una potenza come quella degli Stati Uniti, come dimostrano i dati dei 27 Paesi europei uniti.  

Con i dati 2011, elaborati da EUROSTAT, per l'ipotetico "contenzioso", qualche dubbio in più potrebbe sorgere. Si scopre che, di fatto, gli Stati Uniti d'Europa hanno un Pil maggiore, in termini assoluti circa, rispetto agli Usa (Ue 16000 mld, contro 14000mld USA). La crescita annuale è simile: +1,5% per l'Europa, +1,7% per gli Usa. Ma soprattutto gli Stati Uniti d'Europa avrebbero un debito pubblico inferiore, sia in termini assoluti, che in percentuale rispetto al Pil: gli Usa hanno, infatti, un indebitamento pari al 114,32% del Pil, gli Stati Uniti d'Europa si fermano all'82,5%.

Gli Stati Uniti d'Europa - che vanterebbero una popolazione di 502 milioni di persone, contro i 313 degli Usa - sarebbero davanti anche in quanto a valore dell'export: 1.914 miliardi di dollari, contro 1.473 mld. statunitensi.

 Sulla base di questi numeri, forse, attaccare l'Italia è un tentativo per indebolire la più florida economia degli Stati Uniti d'Europa. 

 

 

Bandiera europea
(Foto: Bandiera europea / )
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