Perchè sono sparite le mitiche top model degli anni ’80 e ’90?

Di Federica Geremia | 21.06.2012 23:47 CEST
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Non è necessario essere un esperto/a di moda per accorgersi che negli ultimi vent'anni le top model sono sparite.

Infatti, il termine supermodel, coniato dai media negli anni'80, identificava coloro che sfilavano per le firme d'Alta moda; ora invece, su quelle prestigiose passerelle camminano anonime ragazze al limite dell'anoressia.

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Che fine hanno fatto le statuarie Naomi Campbell, Claudia Shiffer e Linda Evangelista?. Loro sì che erano meritevoli di indossare capi di firme prestigiose per poi affermarli come la moda del momento!

Inoltre, grazie alla loro bellezza e alla loro spiccata personalità erano famose e acclamate come qualsiasi diva di Hollywood, e i cachet da 30.000 a 50.000 dollari al giorno ne erano la conferma. In più, dominavano le copertine delle riviste, le pagine degli editoriali e la pubblicità.

Purtroppo, tale eccessiva popolarità portò gli stilisti a ridimensionare il loro ruolo, poiché si parlava più delle loro "gesta" che non di ciò che indossavano.

Così, dagli anni '90 in poi l'era delle supermodelle andò in declino per lasciare spazio ad una nuova cerchia di top model: testimonial più "raggiungibili" e con una personalità meno incline al pettegolezzo (salvo alcuni casi...).

Ad eccezione di Giselle Bundchen, modelle come Bianca Balti, o Kate Moss non sfilano più da parecchio tempo e, come la maggior parte delle loro colleghe, si prestano soprattutto per le campagne pubblicitarie di alta moda o come volto per note multinazionali di cosmetici.

Quindi, è valso a ben poco lo scopo della super ex modella Tyra Banks  di creare un format televisivo internazionale per cercare nuove possibili top model: visti i precedenti, gli stilisti continuano a preferire i corpi informi di ragazze anonime nelle loro sfilate, per dare più risalto alle loro collezioni.

 

 

top model primi anni '90
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top model primi anni '90
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