Sono almeno dodici le vittime di un violentissimo attacco da parte dei Talebani che, alla periferia di Kabul, sono entrati in un hotel, ne hanno preso il controllo e hanno seminato morte. I miliziani, pesantemente armati hanno fatto irruzione nella struttura dell'Hotel Spozhmai prendendo diversi ostaggi, tra cui donne e bambini.
Reuters
Un gruppo di talebani in Afghanistan
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Circa 12 ore dopo il sequestro è iniziato l'assedio della struttura da parte delle forze di sicurezza e, un portavoce del ministero dell'Interno, Sediq Sediqqi, ha fatto sapere che l'assalto si è concluso con la morte dei miliziani e la liberazione di molti ostaggi. Sui corpi dei quattro talebani uccisi sarebbero stati ritrovati giubbotti imbottiti di esplosivo, ma nessuno di loro ha fatto esplodere la carica prima di essere ucciso.
Nel corso dell'assedio, 11 persone sono state uccise dai talebani, e una persona sarebbe annegata nel lago vicino mentre cercava di scappare a nuoto. A riferirlo sono stati i funzionari del MinInt. Tra i morti si contano sette civili, tre guardie di sicurezza dell'hotel, un ufficiale di polizia, e il fratello del proprietario della struttura turistica.
La battaglia è andata avanti per diverse ore.
Il generale Mohammad Zahir, capo dell'unità investigativa della polizia di Kabul, ha fatto sapere che "I ribelli erano armati di razzi RPG e armi pesanti e leggere", aggiungendo che l'area sotto attacco si trova a circa 45 minuti fuori Kabul in una zona dove molte famiglie afghane vengono a passare il fine settimana.
I talebani afghani hanno rivendicato l'attacco, accusando i dirigenti della struttura turistica di ospitare ricchi afgani e stranieri che utilizzano l'hotel per scatenarsi in "feste selvaggi": nel comunicato si legge "i nostri mujahideen la scorsa notte hanno attaccato questo hotel perché personalità di alto profilo provenienti da ambasciate, ISAF e l'Amministrazione di Kabul si riuniscono in quel luogo ogni giovedì per organizzare feste sfrenate, consumare alcol e praticare la prostituzione".
L'assalto hotel aumentare ha fatto salire la preoccupazione in merito alla sicurezza nel Paese in vista del passaggio di consegne dalle forze NATO alle forze afghane e del ritiro della stragrande maggioranza dei 130.000 uomini della coalizione impegnati sul territorio afghano.








