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Di Giovanni Tortoriello | 22.06.2012 10:38 CEST

Continuano a far discutere le indiscrezioni circa i testi del Quinto Conto Energia. Mentre le associazioni ambientaliste criticano i provvedimenti del governo Monti, l'Associazione Bancaria Italiana ha espresso il proprio apprezzamento per l'iniziativa dell'esecutivo..

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In occasione del Forum Green Energy, l'ABI ha rilasciato una nota nella quale si legge: "I nuovi decreti ministeriali sulle rinnovabili rappresentano un compromesso tra diverse esigenze: da un lato, la necessità di ridurre l'onere sulla bolletta elettrica degli incentivi alle energie rinnovabili e tenere maggiormente sotto controllo la spesa complessiva; dall'altro continuare a sviluppare le energie rinnovabili favorendo il raggiungimento degli obettivi europei al 2020".

Diametralmente opposta la posizione di GIFI, APER e Assosolare che, in una nota congiunta, hanno espresso il loro dissenso nei confronti delle ultime indiscrezioni sul testo definite "molto gravi" in particolar modo "circa il mancato accoglimento, da parte del Governo, delle modifiche imprescindibili richieste dalle Regioni in materia di fotovoltaico". Secondo le associazioni ambientaliste questo atteggiamento da parte del Governo dimostra una predilezione, in particolar modo da parte del ministro Passera, per le fonti fossili, energie in crisi "che si vogliono mantenere artificialmente in vita, impedendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili".

Una dicotomia tra banche e associazioni ambientaliste che non sorprende. D'altra parte la loro reciproca visione del ruolo e dell'importanza delle energie rinnovabili nel nostro Paese è diametralmente opposta.

Infatti, mentre oggi l'ABI definisce la green economy un settore "su cui è necessario puntare per far ripartire la crescita nel nostro Paese", nel gennaio 2011 il presidente dell'ABI Alessandro Mussari, ricordando che "le banche italiane hanno fatto molto per le rinnovabili, spesso hanno fatto troppo", lanciò l'allarme su un possibile crollo del settore: "Il settore delle enrgie rinnovabili è a rischio di bolla speculativa poiché è sostanzialmente basato sulle sovvenzioni pubbliche che potrebbero venire meno. I conti economici di queste imprese senza le provvidenze statali non reggerebbero".

Nella nota diffusa da GiFI, APER e Assosolare, al contrario, si legge: "Il fatto che non si voglia dar seguito alle legittime richieste delle Regioni, se non per alcuni aspetti marginali, significa non voler tener conto dell'economia reale e di ciò che i territori esprimono. Il mancato innalzamento del tetto per i piccoli impianti fotovoltaici fuori registro, per esempio, non consente un adeguato sviluppo degli impianti medio piccoli destinati all'autoconsumo nelle Pmi. Analogamente sia il mancato innalzamento della soglia massima di spesa annua per gli incentivi a 7 miliardi di euro che il mancato spostamento a ottobre del V Conto Energia comporterà da un lato un prematuro termine degli incentivi stessi prima che venga raggiunta l'effettiva competitività del fotovoltaico e dall'altro creerà dei danni irreparabili a chi sta legittimamente realizzando gli impianti in questi giorni".

 

 

Campo di grano
(Foto: Reuters / Nigel Roddis)
L'Italia nella morsa della siccità
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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