PIRLO: cucchiaio sì, cucchiaio no; perchè Hart non è Pinto

Di Matteo Pasca | 26.06.2012 16:06 CEST
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Era il 25 Agosto 2010. Andrea Pirlo era ancora il faro del centrocampo rossonero, in una squadra che annoverava ancora tra le sue stelle un certo Ronaldihno. L'ex blaugrana era il raccordo fra il Milan ed il Barcellona, che quella calda sera d'agosto si contendevano il trofeo Gamper.

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Lo vinse il Barcellona, ai rigori. Ma la particolarità è che a sbagliare per i rossoneri fu Pirlo. Proprio lui, l'eroe del quarto di finale contro l'Inghilterra, che con un colpo di classe degno del Pallone d'Oro ha capovolto l'inerzia dei rigori; l'Inghilterra era avanti 2-1, ma da quel momento in poi la pressione sui tiratori britannici è stata tale da non riuscire più a gonfiare la rete. Il colpo di classe a cui ci riferiamo è ovviamente lo "scavetto", o "cucchiaio" che dir si voglia. 

Non sempre al regista bresciano è però andata bene, e così per un Hart ("era troppo carico, così ho pensato di tirare in quel modo", dice Pirlo) che si tuffa sulla sua destra, c'è un Pinto, riserva di Valdes al Barcellona, che rimane in piedi e para inevitabilmente il rigore, prendendosi beffa del numero 21. Chi di cucchiaio ferisce, di cucchiaio perisce.

Il cucchiaio di Andrea Pirlo
( Foto : Reuters / )
Il cucchiaio di Andrea Pirlo contro l'Inghilterra
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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