EURO 2012. Ecco il TOP 11 dell'Europeo

Di Matteo Pasca | 26.06.2012 18:27 CEST
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Le squadre rimaste in corsa per la vittoria finale sono ormai solo 4, ma nelle 28 partite giocate finora i protagonisti sono stati tanti. E anche se qualcuno di loro è già a dovuto tornare a casa, è comunque riuscito a lasciare un segno indelebile in quest'Europeo.

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Porta - In porta non si può che scegliere Gigi Buffon: solo Neuer e Casillas sono all'altezza del nostro capitano, ma a differenza dei suoi colleghi SuperGigi ha avuto l'onere e l'onore di affrontare una serie di calci di rigore, che hanno ribadito, se non fosse chiaro, che il migliore al Mondo (e forse di sempre) è ancora lui. C'era chi diceva che non avesse un buon feeling coi rigori: beh, a Manchester, contro il Milan, ne parò due e non fu sufficiente per la sua Juventus; stavolta ne è bastato uno, e l'Italia va avanti.

Dietro - La difesa prevede una linea a 4: a destra si posiziona Sergio Ramos, che terzino puro non è ma può starci benissimo ed è di gran lunga superiore alla media dei terzini destri europei. Un posto a destra lo aveva prenotato il polacco Lukasz Piszczek, ma le sue deludenti prestazioni non sono valse la conferma. I due centrali sono invece i baluardi di Italia e Germania: da un lato Mats Hummels, difensore classe '88 in forza al Borussia Dortmund e sul taccuino dei dirigenti di mezzo mondo; se la difesa tedesca ha subito così poco, è soprattutto merito suo. Dall'altro lato troviamo Andrea Barzagli, 31enne difensore della Juventus, per due volte miglior difensore italiano ed in un periodo di furore agonistico che mai aveva vissuto in precedenza; averlo recuperato in tempo utile è stata una fortuna per Cesare Prandelli. Esterno di sinistra un altro tedesco, Philipp Lahm: il capitano dei teutonici è su livelli altissimi da quasi 10 anni, e lo spettacolare goal contro la Grecia ci ricorda quanto sia decisivo negli schemi di Loew.

In mezzo - Il faro del centrocampo non può che essere Andrea Pirlo: il nome del regista azzurro è sulla bocca di tutti in questi giorni, ma noi italiani lo conoscevamo già molto bene, e ormai ha smesso di stupirci. Il cucchiaio contro l'Inghilterra è solo l'apice di un Europeo giocato su livelli elevatissimi (vedi assist a Di Natale contro la Spagna), ed il Pallone d'Oro non sarebbe certo una bestemmia per un talento del genere; segnerà pure poco, ma tutte le azioni della propria squadra passano inevitabilmente per i suoi piedi, e partita dopo partita si dimostra decisivo come pochi al mondo. Al suo fianco, due mastini: uno è Sami Kedhira, acquistato due anni fa dal Real Madrid di Mourinho dopo un bel mondiale con la Germania; all'epoca era ancora "uno dei tanti", ma lo Special One ci aveva visto bene, ed in poco tempo il 25enne ex Stoccarda è diventato un perno insostituibile sia nel suo club che in Nazionale; spettacolare il goal con cui ha trafitto la Grecia: bolide al volo sotto la traversa, a dimostrazione che il vizio del goal non lo perde mai. A questo punto molti penserebbero a Xavi, ma lo spagnolo non ha ancora illuminato con i suoi famosi passaggi filtranti, e così la scelta sul terzo di centrocampo ricade su Steven Gerrard: il neo capitano dei leoni, pur non avendo fornito una buona prestazione contro l'Italia, è stato determinante nel girone eliminatorio. Due assist e innumerevoli giocate di classe per il centrocampista del Liverpool, che fino al ritorno di Rooney ha portato in spalla la sua Nazionale verso il primo posto nel girone.

Trequartista - L'anello di raccordo fra centrocampo e attacco è il ruolo ideale per Andrès Iniesta, che ama svariare per tutto il fronte d'attacco e riesce sempre a rendersi pericolosissimo in fase di realizzazione come in fase di assistenza. Fisico da lanciatore di coriandoli, ma piedi fatati e predisposizione ad abbinare l'estetica alla concretezza: anche con la Spagna Iniesta si sta confermando su livelli stellari, che fanno capire perchè sia stato lui l'uomo del primo mondiale Spagnolo.

Avanti - La coppia d'attacco, infine, non può essere formata che dai due capocannonieri della manifestazione. Il ruolo di punta classica spetta a Mario Gomez, autore di 3 goal finora: nella Bundesliga è stato superato solo da Huntelaar (26 goal contro i 29 dell'olandese dello Shalke), ma in Ucraina e Polonia si sta dimostrando punto di riferimento imprescindibile per la Germania. Di pregevole fattura la rete contro l'Olanda: costringere Klose alla panchina non è da tutti, ma il motivo è ben chiaro. Per concludere, ciliegina sulla torta, Cristiano Ronaldo: dopo 46 goal nella Liga, ha trascinato da solo il Portogallo alle semifinali, e ora punta deciso il prossimo avversario. Sulla sua strada troverà la Spagna, forse l'ultimo ostacolo verso un Pallone d'Oro che, se non ci fosse stato Messi, sarebbe sua proprietà esclusiva da almeno 2 anni. 

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Cristiano Ronaldo
( Foto : Reuters / )
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