Dal caso Tymoschenko al cucchiaio di Pirlo, da 0 a 10 ecco il 'pagellone' di EURO 2012

Di Alfonso Formato | 27.06.2012 08:12 CEST
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Quando sono ormai soltanto quattro le Nazionali rimaste a contendersi lo scettro di Regina d'Europa, è possibile tracciare un bilancio di quanto accaduto fino ad ora in Polonia ed Ucraina. Lo faremo nel più classico dei modi, con un pagellone che racchiuda, da 0 a 10, i principali fatti e le migliori giocate di Euro 2012.

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il capitano della Svezia Zlatan Ibrahimovic

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Voto 0: il caso Tymoschenko. A malincuore non possiamo iniziare la nostra graduatoria senza parlare della vicenda che riguarda l'ex Primo Ministro ucraino. Yulia Tymoshenko è ricoverata dal 22 novembre scorso nella stanza-prigione di un ospedale di Kharkiv per le percosse ricevute in carcere. . Rimandare la competizione sarebbe stata utopia, ma le istituzioni del calcio farebbero bene a mostrare una forma di solidarietà concreta.

Voto 1: i fischi agli inni. Tanti, troppi, i casi in cui l'emozionante momento degli inni nazionali è stato rovinato dalla diseducazione civile dei sostenitori avversari. E' capitato anche agli azzurri, nelle prime due uscite contro Spagna e Croazia. La Uefa ha subito preso provvedimenti, ma contro l'ignoranza le multe non sempre raggiungono i loro obiettivi.

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Voto 2: violenza ultras. Non poteva mancare la nota stonata del tifo violento. Ad agire sono stati soprattutto gli ultras dell'est, con l'apice che si è raggiunto nel pre partita di Russia-Polonia. Il bilancio è stato di ben 184 arresti e 11 feriti gravi.

Voto 3: l'Olanda resta al palo. Entriamo finalmente sul campo. Sorpresa in negativo di questi Europei sono stati sicuramente gli uomini di Van Marwijk, capaci di non raccogliere nemmeno un punto nel girone. È vero che nel loro gruppo c'erano anche le due semifinaliste Germania e Portogallo, ma dai vice campioni del Mondo ci si aspettava qualcosa in più.

Voto 4: gli insulti di Nasri. Il fantasista francese, al termine della sciagurata prova della sua nazionale nei quarti contro la Spagna, ha reagito in malo modo a delle domanda di un giornalista transalpino. Si è passati rapidamente ed in diretta televisiva dal "vaff..." al "figlio di...". Forse l'asso del Manchester City aveva voglia di attaccare dopo 90' passati in difesa.

Voto 5: D'Amico perde l'aereo. Il commentatore Rai, a causa di un ritardo dei voli, non è riuscito ad arrivare in tempo per la telecronaca di Olanda - Danimarca. Il problema e che però molti telespettatori, dopo gli strafalcioni della maggior parte degli inviati, ha continuato ad auspicarsi problemi di collegamento tra Kiev e Varsavia.

Voto 6: il mancato biscotto. Se abbiamo ancora la possibilità di giocarci la vittoria finale un po' lo dobbiamo anche a loro, alla Spagna. Lungi da noi il pensiero di aver immaginato un complotto degli iberici, ma non lo facemmo neppure nel 2004 con Danimarca - Svezia. "Non è vero ma ci credo"...

Voto 7: le perle di Ibra e Welbeck. Sono loro le reti più belle di questo Europeo fino ad ora. Lo svedese ha aperto le danze nell'unica vittoria della sua nazionale (contro la Francia per 2-0) con una semirovesciata al volo di destro che si è infilata sul secondo palo. L'inglese ha invece messo il sigillo proprio sulla vittoria contro la Svezia per 3-2 con un bellissimo colpo di tacco. Ma in quell'occasione non c'era Barzagli...

Voto 8: Sheva profeta in patria. Non potevamo che assegnare un voto così alto al 36 enne attaccante ucraino. Da buon capitano si è caricato, nonostante qualche acciacco fisico, il peso della sua nazionale sulle spalle, e peccato non abbia superato il turno. Vederlo esultare davanti alla sua gente dopo la doppietta alla Svezia è stata una gioia per gli occhi di tutti gli sportivi.

Voto 9: i tifosi irladesi. Zero punti in tre partite e tutti a casa. Detto così sarebbe l'epilogo più catastrofico per qualsiasi squadra. Non per la nazionale irlandese però, che anche al termine della partita con l'Italia ha raccolto i cori e gli applausi dei propri tifosi. E dei loro boccali ormai vuoti.

 Voto 10: la follia di Pirlo. Sì, la follia. Perché non c'è un termine più appropriato per descrivere l'intuizione del regista della nostra nazionale al momento di tirare il suo calcio di rigore contro l'Inghilterra. Gli azzurri erano sotto dopo l'errore di Montolivo, e quel pallone avrebbe pesato quanto un macigno per tutti. Non per lui però, che lo ha accarezzato con la sua inimitabile sensibilità. E' questa, finora, la cartolina più bella di Euro 2012.

 

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Zlatan Ibrahimovic
( Foto : reuters.com / )
il capitano della Svezia Zlatan Ibrahimovic
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