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Di Dumitru Zubco | 27.06.2012 21:45 CEST

Riciclare il combustibile nucleare per produrre energia? E' possibile secondo la nuova tecnica elaborata dall'Argonne National Laboratory dello US Department of Energy.

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Quando le altre fonti di energia moderne - legno, carbone, petrolio, gas - sono bruciate, non rimane altro che cenere e prodotti aeriformi inquinanti, effetto estraneo ad una centrale nucleare. Al contrario il fissile esausto, alla fine della reazione nucleare conserva un 95-99% di uranio inutilizzato, disponibile al riciclaggio.

"Attualmente - si legge in una nota diffusa dal laboratorio statunitense - solo circa il cinque per cento dell'uranio di una barra di combustibile viene sfruttato per l'energia, la restante percentuale diventa un rifiuto permanente". Secondo lo studio effettuato ad Argonne esiste un modo per utilizzare quasi tutto l'uranio in una barra di combustibile. Un riciclaggio che potrebbe produrre l'equivalente di centinaia di anni di energia a partire dall'uranio che abbiamo già immagazzinato e senza emissioni di carbonio.

Come? Abbandonando i reattori ad acqua leggera ed optando per i reattori veloci che vantano la possibilità di "riciclare" molti tipi di combustibile per ottenere energia elettrica, compresi quelli residui provenienti dai reattori ad acqua leggera, generati nel corso degli ultimi 60 anni e attualmente conservati nei siti dei reattori.

Riciclare il combustibile nucleare ridurrebbe cosi il volume dei rifiuti da immagazzinare in modo permanente dell'80 per cento.

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