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Di Angela Cinicolo | 27.06.2012 22:18 CEST

 

Si è concluso con una prevedibile, direbbero i bookie, assoluzione il processo sulla compravendita dei diritti tv di Rti che vedeva imputati Silvio Berlusconi, il figlio Pier Silvio e altri 10 manager. Il gup Pierluigi Balestrieri ha deciso che non si procederà per i fatti relativi al 2003 in quanto "caduti in prescrizione". Né per quelli che risalgono all'anno dopo perché, secondo la sentenza, "il fatto non sussiste".

Reuters
Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi

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Per la legge non c'è stata alcuna irregolarità nella compravendita dei diritti tv della rete controllata da Mediaset, che risultava dalle dichiarazioni dei redditi del gruppo Fininvest relative al 2004 e al 2005. L'ipotesi di reato di cui erano imputati Berlusconi&Co. era quello di frode fiscale per 20 milioni di euro e violazione delle norme tributarie: i diritti tv di film e fiction acquisiti da major statunitensi erano stati acquistati a prezzi "gonfiati" a 220 milioni di euro tramite società riconducibili al produttore americano Frank Agrama, tra i manager indagati, e ad altri intermediari, che avrebbero emesso false fatture per le cifre sborsate.

L'inchiesta faceva inizialmente parte del procedimento milanese Mediatrade, per cui l'ex Premier italiano è stato prosciolto, ma lo scorso aprile era poi finita a Roma "per competenza territoriale" della sede legale di Rti. La sentenza verrà depositata entro 30 giorni da oggi.

Palazzo Chigi
(Foto: Reuters / Max Rossi)
Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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