Dopo il danno anche la beffa: i terremotati rischiano di dire addio ai 90 miliardi che il Parlamento potrebbe devolvere ai territori colpiti dal sima.
reuters
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E' fissato per lunedì il termine ultimo in cui le Camere potranno definitivamente rinunciare all'ultima tranche dei rimborsi elettorali per devolverla alle vittime del terremoto. Calendario alla mano oggi inizia il week end e, visti i tempi stretti, per i terremotati si mette davvero male.
D'altronde, negli ultimi giorni c'è stato un gran da fare per organizzare le ferie e capire se andare al mare alla vigilia di Ferragosto o qualche giorno prima, dunque questioni come queste potrebbero essere passate in secondo piano.
Ad oggi, se il Governo non metterà mano alla situazione attraverso un decreto urgente, i rimborsi elettorali andranno a rimpinguare le casse dei partiti. Senza se e senza ma. La senatrice Radicale Donatella Poretti definisce la questione come "una vicenda vergognosa" e spiega: "La storia è fin troppo semplice. Nel disegno di legge sulla riduzione dei rimborsi elettorali era previsto che il governo facesse un decreto per stanziare questi fondi. Ma il primo luglio - continua - i partiti matureranno il diritto a incassare quei finanziamenti. Le somme saranno stanziate più avanti, verso il 6 o il 7 del mese. Ma il diritto no, quello lo otterranno tra tre giorni".
Ma che i tempi fossero stretti ormai se ne erano accorti anche nelle stanze dei bottoni. "Prima era circolata l'ipotesi di ritirare comunque i fondi e poi destinarli, per beneficenza, ai terremotati - non nega la Poretti -". Ma poi incalza: "Una cosa vergognosa: la beneficenza si fa con i soldi propri, mica con i finanziamenti pubblici".
Parole sante, ma intanto quei 90 milioni promessi dal Governo ai terremotati farebbero comodo.
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