Gli affari sono affari. L'industria del porno rende troppo e la chiesa cattolica tedesca non intende rinunciare alla Weltbild, la casa editrice che negli ultimi tempi si è specializzata in letteratura erotica e non intende cambiare filone.
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Benedetto XVI e la sua decisione di lasciare
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Pecunia non olet dicevano i latini, e la Chiesa tedesca sembra aver sposato a pieno il proverbio. Dimostrando un grande fiuto per gli affari, ha fatto dell'erotismo e della pornografia un vero bacino da cui attingere ricchezze. La casa editrice infatti non solo vanta una miriade di titoli di testi a luci rosse, circa 2500 secondo la denuncia di una rivista cattolica stessa, Pure, ma controlla anche per un terzo un portale che propone materiale pornografico e ha il 50% di una società che produce film hard.
Prevedibili le reazioni dei credenti.Travolta da un polverone di critiche e polemiche per un'attività che poco si concilia con l'immagine che la Chiesa ha -o per lo meno dovrebbe avere-presso i suoi fedeli, aveva così deciso di mettere in vendita la casa editrice. Poi il ripensamento.
Messe da parte le questioni etiche e morali -dopo essersi fatta due conti- la Chiesa ha sentenziato: la Weltbild non si cede, ma le partecipazioni azionarie verranno trasferite dalle varie diocesi ad una fondazione. Quest'ultima sempre sotto il controllo della Curia tedesca.








