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Di Alessandro Proietti | 03.07.2012 09:05 CEST

NEW YORK - Superato lo scoglio del vertice del 28-29 Giugno l'Europa torna con prepotenza a guardare al proprio futuro: c'è il parere comune che sia stato fatto un grande passo avanti al summit. Tutto risolto? Ovviamente no.

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Dalle colonne del NY Times il Nobel Krugman mette in allerta gli addetti al settore: bisogna continuare a muoversi con estrema prudenza visto che "il disastro totale resta ancora un'opzione".

La paura del baratro potrebbe essere il quid che porterà l'Europa a decisioni di riforme comuni, condivise da tutti, per il bene di tutti. Nonostante ciò c'è da sottolineare come "la prospettiva del disastro non rappresenti una garanzia che le Nazioni facciano realmente quello che devono fare. Questo è vero soprattutto quando l'orgoglio e i pregiudizi rendono i leader poco inclini a vedere ciò che dovrebbe essere ovvio".

"Sono passati più di due anni da quando i leader europei si sono impegnati nella loro attuale strategia economica. In tutto questo tempo la strategia non ha prodotto casi di successo: il meglio che i difensori dell'ortodossia possono fare è scegliere un paio di piccole nazioni baltiche che hanno visto recuperi parziali da depressione a livello di crollo vero e proprio, ma sono ancora molto più poveri di quanto non fossero prima della crisi".

Ovviamente l'effetto contagio ha poi trasportato i problemi greci oltre i confini nazionali arrivando fino alla Spagna e all'Italia. Krugman punta ancora il dito contro la Merkel e la sua inflessibilità nei piani di austerity: "le prescrizioni di politica provenienti da Berlino e Francoforte non sono cambiate affatto".

La soluzione proposta dal Premio Nobel è ancora una volta fondata sull'acquisto di titoli di Stato e sull'accettazione di un tasso di disoccupazione leggermente maggiore dell'attuale.

Il nodo principale resta a Berlino: "(...) i politici tedeschi hanno passato gli ultimi due anni a dire agli elettori qualcosa che non è vero e cioè che la crisi è tutta colpa dei Governi irresponsabili nell'Europa meridionale. In Spagna, che è ormai l'epicentro della crisi, il Governo in realtà aveva un debito basso e avanzi di bilancio alla vigilia della crisi. Se ora il paese è in crisi, questo è il risultato di una bolla immobiliare vasta che le banche in tutta Europa, molte anche tedesche, hanno contribuito a gonfiare".

 

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MERCATI ASIATICI - Rialzo per i listini in Asia: il Nikkei 225 a 9066,59 punti è in rialzo dello 0,70%. Lo Shanghai Composite tocca quota 2229,19 punti e sale dello 0,14%.

DATI MACROECONOMICI - In uscita alle 10:30 il dato inglese inerente i prestiti netti ai privati: la previsione vede un calo a 1,1B contro l'1,4B precedente. Sempre da Londra, in arrivo il dato sulle approvazioni dei mutui e sulla massa monetaria M3 su base mensile.

 

FOREX:

Il cross EUR/USD, intanto, segna  1,2584 (+0,06%).

Scende la sterlina con lo scambio GBP/USD a -0,03% a 1,5687.

Il dollaro guadagna terreno in Asia con il cross USD/JPY 79,79.

Cross EUR/GBP a 0,8022 al +0,11%.

 

 

SPREAD BTP-BUND 10y [ITALIA]

Lo spread BTP-BUND 10Y (Codice Bloomberg: ITAGER10:IND) quota 414 punti base in ribasso dell' 1,80% (-0,08)

 

SPREAD BONOS spagnoli - BUND 10y [SPAGNA]

Lo spread BONOS-BUND 10Y quota 479 punti base in ribasso dell' 1,36% (-0,07).

 

SPREAD OAT francesi - BUND 10y [FRANCIA]

Lo spread OAT-BUND 10Y quota 104 punti base in ribasso del 3,24% (-0,03).

 

SPREAD BOND Greci - BUND 10y [GRECIA]

Lo spread BOND Greci - BUND 10Y quota 2454 punti base in rialzo dell' 1,36% (0,33).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paul Krugman
(Foto: Reuters / Brendan McDermid / )
Il Premio Nobel per l'economia Paul Krugman
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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