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Di Valentina Beli | 03.07.2012 12:14 CEST

Nel calcio iberico girano più soldi. Più banconote fanno girare meglio la palla. Questa la tesi firmata da Beppe Grillo immediatamente dopo la Caporetto di Italia-Spagna, avallata ora anche da diversa stampa che scrive: "Il torneo lo hanno vinto le banche spagnole".

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A pensarci bene, se i nostri giocatori sono pagati profumatamente, i campeones delle squadre spagnole hanno stipendi da mozzare il fiato. Ora, mettendo da parte le sacrosante riflessioni etiche e morali sul fatto che sia giusto o meno pagare cifre così astronomiche per chi gioca a calcio, considerato il momento di grossa crisi e l'incolmabile differenza con le mensilità di chi magari - a occhio e croce - fa un lavoro di gran lunga più utile per la società, vanno sottolineate le ingenti cifre che le banche iberiche hanno girato ai club nazionali.

Cifre, sottolinea Beppe Grillo, che hanno provocato uno scoperto nel circuito delle banche spagnole che adesso viene salvato dalla BCE, dunque anche dall'Italia, con 100 miliardi di euro.

Su "Libero" una dettagliata analisi: Il futbol espanol ha un debito complessivo di 5 miliardi. Così suddiviso: un miliardo in tasse arretrate e oneri sociali, quattro miliardi verso istituti di credito e banche. Erano proprio i copiosi prestiti a permettere a Bacellona, Real, Atletico e via elencando di pagare cartellini d'oro, allevare le giovanili con larghezza di mezzi, spadroneggiare in ogni torneo internazionale. Esempio: la Caja Madrid, uno dei sette istituti che ha costituito il gruppo Bankia, tramite prestiti a basso interesse ha agevolato gli acquisti di Cristiano Ronaldo, 94 milioni, e Kakà, 68, del Real Madrid.

Spagna
(Foto: Reuters / )
Torres, Mata e Ramos festeggiano con la Coppa
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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