Google continua imperterrita a tagliare i rami secchi della sua folta chioma di servizi web. Il nuovo amministratore delegato Larry Page, infatti, ha intenzione di abbandonare quei settori dell'azienda che oramai sono ritenuti obsoleti e poco produttivi. Tra questi, Google video è sicuramente il taglio più comprensibile: dato che la grande G ha acquisito YouTube sarebbe del tutto inutile, per non dire controproducente, crearsi una indesiderata concorrenza interna.
Reuters
Larry Page, Google Ceo
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Meno sensata è stata invece la scelta di fare chiudere i battenti a Google Lab, il laboratorio di ricerca e sviluppo fonte di moltissime interessanti innovazioni dell'azienda di Mountain View. La scure di Page è andata a colpire inesorabilmente anche Google Mini, Google Talk Chatback, Symbian Search e iGoogle, tutti servizi a cui verrà staccata la spina in maniera dilazionata: estate 2012 per Google Mini, Chatback, Video e novembre 2013 per iGoogle, mentre la chiusra di Symbian Search non è ancora stata programmata. Destinatario di tutte le risorse risparmiate grazie a questo austero giro di vite sarà il social network Google+, l'assoluta priorità di Big G.
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Se da un lato la decisione del giro di vite è del tutto comprensibile, vista l'esagerata mole di progetti che Google deve costantemente gestire, con un conseguente elevato dispendio economico, dall'altro il cambio di policy aziendale getta non poche ombre sul futuro del colosso di Mountain View, che ha sempre investito molto nella ricerca.
Tuttavia, sembra proprio che Google sia letteralmente ossessionata dal grande successo di Facebook, dato che in questi anni ha speso moltissimo tempo e risorse per cercare di contrastare il famoso social network con progetti sociali a volte anche fallimentari, vedi Wave, Buzz e Orkut. A pagare il prezzo di questa ossessione sono stati inevitabilmente gli altri settori aziendali, a cui sono state sottratte gran parte delle risorse solitamente investite fino ad arrivare alla loro definitiva chiusura.
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