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Di Gianluca Iozzi | 09.07.2012 12:20 CEST

La situazione economica europea peggiora sempre più. Le misure adottate finora per tentare di arginarla sono state vane. Potrà migliorare in futuro la situazione? Secondo l'economista Nouriel Roubini non c'è speranza che il 2013 sia migliore del 2012.

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Secondo l'analisi di Roubini, il 2013 sarà tutt'altro che un anno facile. Potrebbe abbattersi una "tempesta perfetta globale": crollo dell'Eurozona, nuova recessione negli Stati Uniti, guerre in Medio Oriente, pesante crollo della crescita in Cina e nei grandi mercati emergenti.

Dunque come evitare un simile scenario? Secondo l'economista "nulla è cambiato dalla crisi finanziaria. Gli incentivi per le banche sono per agire in modo truffaldino, fare cose che sono o illegali o immorali. L'unico modo per evitare questo è rompere questo grande supermercato finanziario. Non ci sono muraglie cinesi e massicci conflitti di interesse".

Secondo il parere dell'economista, i maggiori responsabili dell'attuale crisi economica sono i banchieri. L'economista ha anche evidenziato che a seguito del loro comportamento truffaldino "nessuno è andato in prigione sin dalla crisi finanziaria globale. Le banche fanno cose che sono illegali e nel migliore dei casi vengono schiaffeggiate con una multa. Se alcune persone finiscono in carcere, forse sarà una lezione per qualcuno, o qualcuno verrà impiccato per le strade".

E le soluzioni discusse nel summit Ue tenutosi il 28 giugno scorso (dove il premier  Monti ha portato a casa lo scudo anti-spread)? Un fallimento totale secondo Roubini. Infatti "i mercati si aspettavano molto di più. O si ha una qualche sorta di debito comune (per ridurre lo spread), o si ha una monetizzazione del debito da parte della BCE, o il bazooka dei fondi EFSF / ESM deve essere quadruplicato. Altrimenti gli spread su Italia e Spagna salterebbero in aria giorno dopo giorno. In caso contrario si avrà un'altra crisi più grande non in sei mesi da oggi, ma nelle prossime due settimane".

Per quanto riguarda il debito comune, la Cancelliera Merkel si è più volte opposta fermamente, dunque difficilmente sarà realizzabile. Stessa sorte per la monetizzazione del debito della Bce. Quest'ultima è intervenuta a più riprese, acquistando titoli di Stato dei paesi periferici per calmare i mercati, ed ha anche prestato liquidità al tasso dell'1% agli istituti di credito.

Ma queste misure sono servite soltanto momentaneamente a calmare la situazione. Quale potrebbe essere una via di uscita da questa situazione infernale? Attualmente l'unica istituzione capace di trascinarci fuori da questo buco nero è proprio la Bce, che secondo Roubini "ha bisogno di fare una vera e propria monetizzazione non sterilizzata in quantità illimitata, che è politicamente scorretto da dire e costituzionalmente illegale da fare".


Dunque, se non si agirà immediatamente, sarà troppo tardi poiché "la capacità dei politici di rimandare le soluzioni ai problemi diminuirà, e nella zona euro il treno non deraglierà più a rilento, ma a grande velocità. Gli Stati Uniti sembrano vicini a una fase intermedia tra stallo della crescita e recessione economica. La Cina sembra prossima a quanto definito un atterraggio duro, mentre i grandi emergenti (BRIC: Brasile, Russia, India e Cina, ndr) registrano un forte calo della crescita. E infine c'è il pericolo di una possibile guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran che raddoppierebbe il prezzo del petrolio nel giro di una sola notte".

Insomma l'analisi di Roubini sul futuro dell'economia è davvero nera, e il 2013 sarà peggio del 2008, anno di diffusione della crisi economica, poiché "ci sarà una crisi economica e finanziaria, ma a differenza del 2008 si è a corto di contromisure. Nel 2008 si potevano tagliare i tassi di interesse, fare QE1, QE2, varie misure di stimolo fiscale, e tanto altro. Oggi i QE stanno diventando sempre meno efficaci perché il problema è di solvibilità, non di liquidità. I disavanzi di bilancio sono già troppo grandi e non è possibile salvare le banche, perché 1) c'è una forte opposizione politica, e 2) i governi sono prossimi a essere insolventi, non possono salvarsi da soli, figuriamoci salvare le banche. Il problema è che siamo a corto di conigli da tirare fuori dal cappello".

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Nouriel Roubini
(Foto: IBTimes / )
Nouriel Roubini
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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