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Di Angela Cinicolo | 10.07.2012 09:59 CEST

 

Tempi di crisi per il cinema, che rilancia e rispolvera vecchi soggetti dal suo cilindro. Ma anche tempi di cambiamenti, in linea con un'epoca più moderna e liberale. Ci ha messo un po' di tempo, ma si è adeguata alle nuove richieste del pubblico, anche la Pixar che, insieme alla tradizionalista Disney, ha voluto per la prima volta in un suo film una protagonista femminile, la principessa Merida. A stupire però non è tanto la presenza di un'eroina nel film d'animazione nato dalla collaborazione tra le due major americane (in fondo la stessa Disney aveva dedicato intere pellicole a personaggi del gentil sesso), ma la coraggiosa decisione, suggerita anche dal titolo, Ribelle - The Brave, di sottrarre la principessa di turno ai canoni e agli schermi tipici del suo contesto, in questo caso quello dell'antico regno scozzese. Ribelle è un'adolescente che combatte per abolire l'idea del matrimonio combinato dalla famiglia patriarcale, ovvero dalla propria tribù e rischia di scatenare una guerra tra i clan legati da un'antica alleanza. La narazione è più complessa di quanto possa sembrare a una prima visione perché Merida finisce per ricoprire il ruolo che le vere principesse avrebbero dovuto avere nella realtà: proporre al proprio popolo il messaggio di pace e allontanare lo spettro della guerra. Una funzione, finalmente salvifica e non salvata, che accomuna la giovane eroina pasticciona con i personaggi femminili reali della serie fantasy ambienatata nel Medioevo della HBO, Game of Thrones.

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La riscossa delle antiprincipesse non è certo una novità, direbbero le più ferventi femministe che per anni hanno provato a esorcizzare le principessine dalle solite qualità come la bellezza, la debolezza, la passività e i "privilegi" maschili che ne derivavano. A cambiare rotta non è la sola corona che torna sul capo delle donne, simbolo di potere ma anche di sottomissione al re che di solito comanda dal podio accanto. Il nuovo trend è rappresentato dall'azione che non è più un'esclusiva dell'eroe maschile. Biancaneve, nelle sue due rivisitazioni contaminate diventa il simbolo di un cambiamento cinematografico che fa ben sperare in nuove felici direzioni. Nel remake in live action di Tarsem Singh, con Julia Roberts e Lily Collins, la fanciulla dalla pelle candida e dai nobili sentimenti non aspetta più che a liberare lei e il suo regno oppresso dalla cattiva matrigna arrivi il principe dei suoi sogni. Si arma di audacia e appprofitta dell'aiuto dei sette nani più improbabili della storia per allenarsi e diventare una Robin Hood capace di tirare calci e pugni perfino dai trampoli.

La bellezza non viene messa a servizio della debolezza nemmeno nell'altra versione cinematografica in arrivo nelle sale, quella che divide titolo e storia con il cacciatore, Biancaneve e il Cacciatore, appunto, in cui si enfatizza quell'aspetto tutt'altro che convenzionale che già Games of Thrones aveva portato sugli schermi, la riscossa delle antiprincipesse è diventata radicale. La principesca Kristen Stewart è condannata alla prigione per la sua "pretesa" di salire al trono. Il suo sangue reale non le conferisce più l'unicità, il privilegio, ma, come per Spider-Man, diventa una responsabilità! Questa Biancaneve impara, come Ribelle, a cavalcare cavalli selvaggi e sfrecciare mentre è in corsa, a combattere e vincerle le battaglie. Il suo compito però non è, come nel film per la famiglia Disney/Pixar, quello di riscoprire il rapporto materno, ma, al contrario, quello di combattere contro le usurpazioni della matrigna Ravenna (Charlize Theron) per sedersi sul trono che le spetterebbe di diritto se fosse in un classico. La Stewart non interpreta la ragazzina virginale e indifesa, ma dà vita a una guerriera, termine che aveva rilanciato qualche anno fa quel marpione di Tarantino con la sua musa Uma Thurman in Kill Bill. A complicare il suo compito la tragicità del profilo psicologico della sua nemesi, una controparte dalla morale non così liscia che ricorda i protagonisti maschili di serie tv come Mad Men

L'esempio dell'antiprincipessa tornerà al cinema anche con Maleficent, che avrà un'antagonista d'eccezione, Angelina Jolie, una delle star più impegnate nel sociale dei nostri tempi, che per l'occasione dovrà esibire due vistose corna, il peso di un ruolo che farà fatica ad attirare simpatia. Ma non è detto che, com'è successo con la divertente Julia Roberts di Biancaneve e come accadrà a breve con la bellissima Theron di Biancaneve e il Cacciatore, non finisca per sostitursi alla protagonista nel difficile processo d'identificazione che spinge tutti noi a sognare ancora in sala. Perché, se è vero che le principesse sono cambiate, anche le Streghe non sono più quelle di una volta. Guardare Charlize Theron per credere. 

Kristen Stewart
(Foto: NBC Universal Pictures / )
Kristen Stewart è la nuova Biancaneve
Ribelle - The Brave
Biancaneve
Biancaneve e il Cacciatore
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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