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Di R.C. | 12.07.2012 12:30 CEST

Da anni ormai la Sardegna combatte i veleni che si annidano nel suolo. Non ci sono prove che riconducano le responsabilità alle frequenti esercitazioni militari, di cui la Sardegna sembra essere la meta preferita, ma dal Cesio all'Uranio impoverito nelle vicinanze dei poligoni, alle aree dove si sperimentano i gas venefici, la percentuale di problemi alla salute sembra aumentare. I primi a subire danni sono gli animali che stanno più a contatto con le sostanze presenti nella terra. L'ultimo caso è stato un vitello nato con gravi deformazioni agli arti che è stato sequestrato dalla procura di Lanusei nell'ambito dell'inchiesta sui cosiddetti veleni di Quirra. Il decreto di sequestro è stato eseguito dagli uomini del corpo forestale che hanno portato via l'animale nato qualche giorno prima in un allevamento di Villaputzu (Cagliari).

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L'inchiesta del procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi punta a fare luce sui presunti danni, all'ambiente e alla salute, provocati dalle esercitazioni militari svolte nel poligono sperimentale del Salto di Quirra. Il filone d'indagine sul disastro ambientale è già sfociato in un'udienza preliminare, che proseguirà il prossimo 18 luglio, in cui l'accusa ha chiesto il rinvio a giudizio dei venti indagati. Durante le indagini sono stati sequestrati altri animali nati malformati nell'area attorno al poligono.

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Fonte

vitello
(Foto: reuters.com / )
vitelli con malformazioni genetiche
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