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Di Stefano Bellelli | 13.07.2012 09:43 CEST

In origine era il Movimento 5 stelle di Cento, in provincia di Ferrara. Poi avvenne l'“espulsione” di Valentino Tavolazzi, decretata dall'alto da Beppe Grillo: e i militanti centesi, sempre meno “grillini” e sempre più indipendenti, hanno fatto sentire la loro voce.

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Si sono indignati, hanno «chiesto spiegazioni»: e come conseguenza, hanno subito anche loro la diffida all'uso del simbolo “a 5 stelle”, di cui Grillo è unico proprietario e che, come tale, può decidere su chi può e non può usarlo.

Un'operazione che è stata letta come «una questione di mercato, della proprietà di un marchio», come la volontà di «gestire dei “credo”, delle idee, delle persone ed un intero movimento semplicemente mediante una società di strategie di rete e marketing con sede a Milano: la Casaleggio Associati». Accuse pesanti, che hanno segnato un punto di non ritorno.

Così è arrivata la “virata” decisiva. Il gruppo, che fino a ieri si era presentato come “ex Movimento 5 Stelle”, ha varato il nuovo simbolo: “Cento in Movimento”. Il nome nella parte alta del tondo, e più in basso il celebre logo “Uno vale uno” e – sorpresa maggiore – ben sei stelle.

Alle cinque ideate dal comico Grillo (energia rinnovabile, connettività, acqua pubblica, raccolta differenziata, servizi sociali efficienti), hanno infatti voluto aggiungere quella “della coerenza”. La coerenza, cioè, di non fermarsi dinanzi al “diktat” del padre-padrone o dell'editore Casaleggio; ma di proseguire sicuri sulla strada della democrazia partecipata, rendendo realtà lo slogan “uno vale uno”.

Se è probabile un successo locale della lista, trainata dal consenso della cittadinanza e dei simpatizzanti di Tavolazzi, più imprevedibili sono le conseguenze che questa scissione causerà sul Movimento a livello nazionale: tutto questo avviene infatti mentre il comico continua imperterrito a utilizzare lo strumento antidemocratico della "diffida", e cresce il malcontento nella base. Una scissione, in questa situazione, potrebbe diventare presto inevitabile.

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Beppe Grillo
(Foto: Reuters / )
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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