I talebani già a maggio scorso avevano ucciso a Kabul Arsala Rahmani, autorevole esponente dell'Alto Consiglio per la pace, la cui colpa era quella di voler favorire il processo di pace e riconciliazione afgana. Rahmani aveva avuto un incarico ministeriale nel governo dei talebani (1996-2001), alla fine del quale si era avvicinato al presidente Karzai con il quale lavorava attivamente per mettere fine al conflitto interno con i talebani.
Reuters
Talebani urlano slogan
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Stamani la stessa sorte è toccata alla direttrice del dipartimento per le questioni femminili nella provincia orientale di Laghman, Hanifa Safi, fatta saltare in aria insieme a marito e figlia grazie ad una bomba magnetica attaccata alla sua auto. Fortunatamente, suoi cari sono rimasti solamente feriti insieme a quattro ignari passanti, ma per lei non c’è stato niente da fare. La donna, già nel passato aveva ricevuto minacce di rapimento prima e di assassinio successivamente, ma, nonostante le avesse prese in seria considerazione, non è riuscita a sottrarsi all’attentato.
L’attentato dei talebani, fautori della soppressione dei diritti delle donne durante il loro governo, segue la trasmissione, di pochi giorni fa, di un raccapricciante video della esecuzione di una donna, accusata di adulterio. Il ministro degli esteri italiano, Giulio Terzi, ha definito l’omicidio "ignobile e vigliacco attacco contro tutte le donne”








