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Di Arianna Adamo | 13.07.2012 16:07 CEST

 

Il gruppo Anonymous ha un nuovo obiettivo: combattere i pedofili che si aggirano sulla rete. Con la Operation PedoChat, gli hacktivist del gruppo intendono eliminare in tutto il mondo i siti pedofili e i forum che ospitano e condividono immagini di minorenni.

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Con un videomessaggio intitolato #OpPedoChat , la nota maschera del personaggio di V per vendetta, ha annunciato che “l’obiettivo di Anonymous è quello di ridurre se non di eliminare la pedofilia da Internet, per il bene dei nostri seguaci, per il bene dell’umanità, e per la nostra soddisfazione personale si potrà espellere da Internet e distruggere sistematicamente tutti questi gruppi che continuano a operare”.

Già nel 2011 Anonymous si era impegnato per la lotta alla pedofilia nell'ambito di una campagna chiamata DarkNet, che portò all’oscuramento di 40 siti pedopornografici e alla pubblicazione dei nomi di 1500 persone coinvolte nel traffico di materiale pedo-pornografico. Questa volta, però, l'azione si preannuncia più seria con l'obiettivo di arrivare al blackout per tutti questi siti. La guerra alla pedofilia è cominciata con la pubblicazione su PasteBin di dati che collegano indirizzi IP degli utenti dei forum pedofili incriminati, correlati dei loro indirizzi email.

L'azione di oscuramento è iniziata il 7 luglio e, nonostante alcuni siti siano già tornati on-line, allo stato attuale circa 85 risultano ancora inaccessibili. Le informazioni pubblicate da Anonymous includono i nomi di centinaia di pedofili (sia gli utenti sia gli amministratori dei siti), i loro indirizzi IP e le e-mail scambiate.

La pedopornografia in Italia è un fenomeno serio: lo scorso giugno sono stati portati a termine otto arresti in flagranza di reato nell'operazione portata avanti dalla Procura distrettuale catanese in collaborazione con la locale Polizia Postale denominata “Strike”: tale operazione, avviata nel 2010 in ben quarantaquattro città italiane, ha portato a smantellare un'ampia rete pedo-pornografica tra Italia e Germania. Ad alcuni degli arrestati sono state sequestrati 436 mila file pedopornografici prodotti da un informatico napoletano, “che riprendeva, a loro insaputa, degli adolescenti mentre si spogliavano nel bagno di casa sua prima delle attività fisiologiche”.

L'associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto ha reso noto il report sull'attività nei primi cinque mesi del 2012 che ha visto un vero e proprio boom di siti pedopornografici nel mondo, che evidenzia l'esistenza di 4.148 siti pedopornografici segnalati: il maggior traffico pedopornografico è stato registrato negli Stati Uniti.

Quella di Anonymous è comunque un'azione sicura?

La risposta non può essere univoca: se è vero che il gruppo ha contribuito all'arresto di Chris Forcand, l'uomo che, nel 2007, aveva tentato molestie sessuali ai danni di un minore di 14 anni, molti mettono in guardia sui risultati di questo tipo di azioni che spesso possono portare anche all’incriminazione di persone che nulla hanno a che vedere con questo tipo di reato, come è già successo al bassista degli Who e altri associati alla pedofilia per via di una carta di credito clonata.

Anonymous
(Foto: Reuters / Stefano Rellandini)
Alcuni manifestanti che indossano la maschera di Guy Fawkes, simbolo di Anonymous.
This article is copyrighted by International Business Times.
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