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Di Giovanni Tortoriello | 15.07.2012 15:20 CEST

Rifiuti tossici trasformati in pannolini, biberon e siringhe. Roghi e reati ambientali che avvelenano il territorio e causano tumori.

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Allarmanti le dichiarazioni di Donato Ceglie, sostituito Procuratore a Napoli che intervistato dal quotidiano Avvenire ha spiegato come i rifiuti speciali siano trasformati in oggetti quotidiani. Una scoperta agghiacciante avvenuta quasi per caso: "è stato scoperto andando a sequestrare container nei porti di Napoli e Bari: da qui i rifiuti esportati illegalmente puntano ad est- ha dichiarato il dottor Ceglie- In Cina diventano materia prima secondaria, vengono trasformati e ci tornano indietro come prodotti per l'igiene e per la parafarmaceutica: biberon, pannolini e siringhe. Abbiamo le prove".

Il traffico illecito di rifiuti pare essere una scelta precisa da parte della criminalità organizzata. "È il business più redditizio e meno rischioso- spiega il dottor Ceglie- Indagini e atti giudiziari raccontano come ormai le rotte mondiali del traffico illecito di rifiuti vadano in tutte le direzioni".

Il sostituto procuratore di Napoli spiega anche un cambiamento avvenuto all'interno della malavita: "Prima era interesse particolare della camorra, che intercettava i grossi produttori di rifiuti tossici e industriali del centro-nord, faceva loro diventare conveniente affidarglieli e li interrava; che gestiva il ciclo illecito del cemento e delle cave abusive. Adesso, con questi meccanismi di combustione illecita, il camorrista appalta e subappalta le attività criminali al rom, all'albanese, all'africano o a chi ha bisogno dei soldi per mangiare".

Una situazione gravissima che diventa ancora più allarmante se si considera il problema dei roghi tossici le cui conseguenze "per la salute dei cittadini e per l'ecosistema sono devastanti".

"Le indagini epidemiologiche serie ed ufficiali- spiega il sostituto Procuratore di Napoli- ci dicono da tempo che abbiamo un'impennata anomala di malattie tumorali, non a caso nei triangoli dello smaltimento illecito di rifiuti e come loro diretta conseguenza: qui si bruciano tonnellate e tonnellate di rifiuti che sprigionano diossina".

Nonostante la gravità della situazione non sono state ancora prese misure per provare a porre rimedio. "Non si sta facendo niente, punto. - accusa il dottor Ceglie- Manca un coordinamento. Secondo me bisognerebbe attivare immediatamente il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica solo sulla questione dei roghi tossiciì. E procedere agli arresti". Poi il sostituto Procuratore spiega il contesto giuridico in cui le Forze dell'Ordine sono costrette ad operare: "Abbiamo un unico delitto, il traffico illecito di rifiuti, che prevede la reclusione fino a un massimo di sei anni. Ma è difficile dimostrare la stabile organizzazione con elementi probatori che poi tengano al riesame e in Cassazione. Qui bisognerebbe invece arrestare sempre chiunque proceda alla combustione o all'interramento. E comunque non sarebbe il codice penale la soluzione al problema".

Quando l'intervistatore nota che sembra allucinante che i camorristi avvelenino il terreno stesso sul quale vivono e camminano, la risposta è secca. "Sono belve. Sono completamente ottusi e la gran parte di loro fa uso di stupefacenti. Gestiscono i traffici illeciti di rifiuti perchè lo ritengono un interesse. Belve estremamente pericolose che pur di fare business avvelenano se stessi e avvelenano gli altri. Assassini di persone e di un territorio"  

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Rifiuti a Napoli
(Foto: Reuters / Ciro De Luca)
Disastro ambientale a Giugliano
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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