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Di R.C. | 16.07.2012 15:37 CEST

Risorse per 20 milioni di euro, nel biennio 2013 -2014, destinate allo sviluppo di programmi di ricerca in Lombardia. È quanto prevede l'Accordo Quadro sottoscritto oggi dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Luigi Nicolais. Le finalità dell'accordo consistono nella formulazione di nuovi progetti di ricerca e sviluppo che abbiano un impatto diretto sulla competitività e sull'attrattività del tessuto imprenditoriale lombardo, creando lavoro, innalzando il livello d'eccellenza del territorio e portando progetti e idee sui tavoli nazionali, comunitari e internazionali. Un programma che si inserisce nel quadro dei finanziamenti alla ricerca e all'innovazione previsti dall'Unione Europea con Horizon 2012, che metterà a disposizione 80 miliardi di euro, e delle opportunità che saranno offerte dall'Expo 2015. Altra finalità dell'accordo riguarda l'informazione e formazione, con il duplice obiettivo di diffondere tra i giovani l'interesse verso la scienza e la tecnologia e di creare professionalità di sempre più alto livello negli istituti superiori.

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Sul piano del finanziamento, l'intesa prevede che Regione e Cnr investano 10 milioni di euro ciascuno: sei sul primo anno (3 + 3) e quattordici sul secondo (7+7). L'intesa siglata oggi a Palazzo Lombardia si pone in continuità con la precedente, firmata dalle parti nel 2006 e grazie alla quale hanno trovato lavoro 159 giovani ricercatori, tecnici e dottorandi impegnati nello sviluppo dei progetti, sono stati registrati 10 brevetti nazionali e internazionali, avviati 6 laboratori di ricerca e sviluppo, 2 impianti pilota, 6 software innovativi, realizzati più di 30 prototipi e risultati applicativi e più di 150 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e nazionali, oltre a convegni e workshop nazionali e internazionali.
"I risultati brillanti ottenuti con l'accordo di sei anni fa ci hanno oggi indotto a replicare", ha dichiarato il presidente Formigoni. "Dobbiamo contrastare la fuga dei cervelli dando ai nostri giovani ricercatori l'opportunità di fare ricerca in modo continuativo e con tempi adeguati, stabilizzandone la posizione presso enti e università e nelle aziende. Il mio augurio è che questo modello di lavoro collaborativo, che ha dimostrato e confermerà la sua efficacia, ispiri altri accordi analoghi anche al di fuori dei confini regionali, innescando un circolo virtuoso che coinvolga sempre più soggetti pubblici e privati e contribuisca a riportare la ricerca al ruolo che le spetta di priorità del nostro Paese".

"Non c'è che una soluzione per uscire dalla crisi: investire in ricerca, innovazione, tecnologie, vero volano dello sviluppo, specialmente in un Paese come l'Italia che può e deve competere prevalentemente per la qualità e inimitabilità delle produzioni", conferma il presidente Nicolais. "Per farlo non abbiamo altra strada che costruire continue opportunità di dialogo, fra il mondo della ricerca, quello delle imprese e soprattutto con i governi locali, che conoscono le esigenze e le potenzialità dei territori. La ricerca, costantemente richiamata nelle strategie comunitarie come leva per la competizione globale, esercita la sua funzione di traino e di leva soprattutto a livello locale favorendo la nascita di ecosistemi di innovazione e di produzione avanzata. In questo contesto la collaborazione interistituzionale svolge un ruolo strategico perché consente di focalizzare gli obiettivi, ridurre i rischi, ottimizzare l'uso delle risorse e accelerare le fasi realizzative".

 

ricerca
(Foto: reuters / reuters)
ricercatori
This article is copyrighted by International Business Times.
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