"Mo che è st'accrocco?" dice il rassegnato passante di Roma che ogni tanto vede il suo marciapiede invaso da macchinari oscuri e futuribili, una volta per il controllo del traffico, un'altra per la misurazione dell'inquinamento acustico, stavolta è per ripulire l'aria dalle polveri sottili. A pochi passi dalla bocca della verità si possono osservare questi mini impianti di depurazione dell'aria che promettono di riportarne la qualità ai livelli pre-industriali, a quella che respirava il Marchese del Grillo mentre cantava la marsigliese a briglia sciolta.
reuters.com
Lo smog emesso da due ciminiere
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Si tratta di vere e proprie aspirapolvere, ma con una particolarità che ne decreta l'efficacia, sono senza filtri, e quindi non emettono alcun rifiuto da smaltire. la Is Tech Innovation in Sciences and Technology spiega che sono dotati di un raggio di azione di 20-25 metri, i depuratori prelevano e aspirano l'aria 24 ore su 24 a un'altezza di 1,20 metri, quella media delle carrozzine per i bambini. Miscelata con una soluzione salina, l'aria viene trasmessa per mezzo di una pompa in un grande contenitore-boiler alimentato da 300 litri di acqua. Grazie ad esso le sostanze inquinanti sono spinte verso l'alto e intrappolate nella soluzione. Volendo semplificare l'intero procedimento, i macchinari riproducono in scala il ciclo della pioggia, fattore atmosferico in grado di ridurre la densità delle polveri sottili. Le tre fasi essenziali sono l'aspirazione dell'aria, la fuoriuscita di acqua sporca, la reimmissione di ossigeno ripulito al 90 per cento.
Un piano organico di installazione dei prototipi è stato presentato da tempo a diverse amministrazioni comunali, al costo di 10.000 euro per ogni macchinario privo della copertura architettonica. Tuttavia le manifestazioni di interesse da parte delle istituzioni locali non hanno ancora trovato sbocco in iniziative concrete. Gli impianti Apa sono stati visitati solo da delegazioni di città cinesi, storicamente penalizzate dalla piaga dell'inquinamento. Eppure, osserva l'azienda «una rete capillare e intelligentemente distribuita di 300 strutture, accompagnata da centraline avanzate per il monitoraggio atmosferico, potrebbe riportare la qualità dell'aria di Roma a livelli pre-industriali nell'arco di poche settimane».
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Fonte: Linkiesta








