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Di Redazione IBTIMES | 23.07.2012 18:13 CEST

Peste bubbonica: un nome che ci atterrisce perché evoca i tempi bui del medioevo o del ‘600 di manzoniana mamoria, quando questo morbo costituì un vero flagello. Ma, ancora oggi, la peste non è scomparsa e non è solo circoscritta a zone povere del nostro pianeta; casi, se pur rari, si registrano anche negli Stati Uniti, l’ultimo nell’Oregon, nello scorso mese di giugno.
Il cinquantanovenne Paul Gaylord, questo il nome dell’ ”appestato” , mentre tentava di estrarre un topo dalla gola del suo gatto Charlie, che rischiava di soffocare, è stato da questo graffiato.

Reuters
L'uomo colpito dalla peste bubbonica

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Quel gatto, probabilmente, era stato infettato dalle pulci che sono le portatrici del batterio yersinia pestis, responsabile della peste. Lo sventurato, lungi dal pensare di aver contratto la peste, quando, due giorni dopo il morso, è stato colto da febbre alta, ha pensato ad una banale influenza. Da quel momento le cose hanno iniziato a precipitare, nonostante gli antibiotici, fino alla comparsa, sotto le ascelle di due linfonodi, grossi come limoni.

Ricoverato in terapia intensiva, il poverino andava incontro ad allucinazioni: "ero in delirio," ricorda, "le cose non sembravano reali. L'orologio correva all'indietro". Si è temuto per la sua vita, ma, alla fine, dopo più di un mese di cure, Paul ce la farà. Purtroppo i medici hanno dovuto tagliargli la parte superiore delle dita della mani e dei piedi ormai necrotizzata, il che non gli consentirà di poter continuare a svolgere il suo mestiere di saldatore.

L'uomo colpito dalla peste bubbonica
(Foto: Reuters / )
L'uomo colpito dalla peste bubbonica
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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