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Di Alessandro Proietti | 26.07.2012 09:57 CEST

BRUXELLES - Lo scandalo legato alle manipolazioni del tasso Libor da parte degli Istituti Finanziari si è allargato a tal punto da sembrare più un generale malcostume che un caso isolato. La Commissione europea, nell'intento di sanare una volta per tutte questo aspetto opaco del mondo della finanza, si è interrogata pubblicamente, nella giornata di ieri, sul come vengono calcolati questi indici: non ha escluso che le autorità europee possano assumersi il compito di vigilare direttamente su di essi.

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"Le conseguenze dello scandalo Libor concernono la quasi totalità delle istituzioni finanziarie del pianeta" ha dichiarato il commissario per la giustizia Viviane Reding. "La vicenda ha delle ricadute sui prestiti per gli studenti e sui prestiti ai consumi. Anche le imprese ne sono vittime". Sulla stessa linea di pensiero il commissario al mercato interno Michel Barnier ha aggiunto: "Comportamenti di questo tipo devono essere sanzionati".

Su questa linea, ieri, la Commissione ha presentato una serie di emendamenti a due testi legislativi, già presentati alla fine dell'anno, rivolti a punire gli abusi di mercato. Riguardo il laissez-faire della Banca d'Inghilterra la Reding ha affermato: "Non sono rimasta molto convinta dell'azione della Banca d'Inghilterra: aveva ricevuto anni fa un avvertimento che le cose non si stavano sviluppando per il verso giusto. Non agì. Lo scandalo Libor mette in luce gravi manchevolezze nel processo di governance." La replica di un diplomatico inglese: "Accogliamo con piacere le proposte della Commissione che consideriamo tempestive e logiche. (...) Stiamo valutando la legislazione inglese in questo campo. L'analisi terminerà in Settembre. Successivamente decideremo come porci nei confronti delle proposte europee. Non vogliamo comunque che i testi legislativi europei annacquino la legislazione inglese".

Ha chiuso il discorso ancora Barnier: "Dietro alla manipolazione del Libor c'è un'assenza totale di morale", denunciando "il comportamento scandaloso di un certo numero di attori finanziari a scapito dei cittadini, delle imprese e dei poteri pubblici".

L'intenzione dei due commissari europei è quella di rendere effettivi i due testi legislativi già nel 2014.

La sede della Banca centrale europea a Francoforte.
(Foto: Reuters / Kai Pfaffenbach)
La sede della Banca centrale europea a Francoforte.
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