• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Gianluca Iozzi | 29.07.2012 20:24 CEST

C'è una vicenda che non ha avuto molta risonanza mediatica, e che coinvolge due grandi gruppi finanziari: Unipol e Uniland.

Seguici su Facebook

La vicenda è partita da un'inchiesta della Guardia di finanza e della Procura di Bologna, che ha coinvolto in primis il gruppo finanziario Uni Land, ed in seguito Unipol.

In sostanza, ad inizio 2011 il numero uno di Uni Land, Alberto Mezzini, è stato messo agli arresti domiciliari, poiché secondo l'accusa era la mente di una grande truffa volta a migliorare la posizione economica della società.

Infatti, mediante aumenti fittizi di capitale, il valore della società veniva gonfiato ad arte così da migliorare la propria posizione sui mercati finanziari. Secondo gli inquirenti gli aumenti fittizi venivano realizzati "mediante l'attribuzione gratuita di una nuova azione ogni dieci possedute".

Conseguenza della truffa, fu il sequestro (sempre ad inizio 2011), delle azioni del gruppo finanziario.

Ma il punto è un altro: nel 2006 nel cda del gruppo sedeva tra gli altri anche il numero uno di Unipol, Pier Luigi Stefanini, che, secondo l'accusa, insieme a Mezzini avrebbe preso parte al disegno strategico per migliorare la posizione economica del gruppo stesso.

Ma chi è Alberto Mezzini? È un immobiliarista, un vero re Mida del mattone. Infatti l'avventura iniziò nel 2002, con una partecipazione in una piccola impresa edile, la Cem srl (controllata di Uni Land), con un capitale di poche migliaia di euro. E da qui ha inizio la sua ascesa nel settore immobiliare, mediante compravendite di terreni, il cui valore sarebbe stato, secondo l'accusa, sovrastimato da perizie compiacenti.

Ma non è finita qui, poiché gli acquisti non venivano effettuati con denaro contante, ma bensì con azioni Uniland.

Nel 2006 il gruppo viene quotato in Borsa. Il valore complessivo della società è di 500 milioni di euro. Tutto a posto dunque? Neanche per idea, poiché il tutto è un castello di carta destinato a crollare.

Infatti nel febbraio 2011 quando il tutto è venuto a galla, si è scoperto che il valore delle azioni del gruppo Uni Land e della controllata House Building (di Imola) erano di gran lunga inferiore al dichiarato. Secondo l'accusa, il dominus della società avrebbe pompato le azioni all'inverosimile mediante l'acquisto da parte di un agente di cambio compiacente al fine da attirare l'attenzione del mercato e far lievitare il prezzo.

Attualmente, tra i destinatari dei 27 avvisi di garanzia per questa vicenda, troviamo tra gli altri il numero uno di Unipol Pierluigi Stefanini nonché il patron di Uni Land Alberto Mezzini.

Per sapere se Stefanini sia coinvolto nel sistema truffaldino messo in piedi da Mezzini dovremo aspettare il responso della magistratura.

Una cosa è certa: Unipol non esce proprio pulita da questa faccenda, poiché attualmente incombe anche un altro scandalo sull'istituto di credito. In una lettera datata 17 maggio 2012, Salvatore Ligresti (Presidente onorario di Fonsai) avrebbe inviato una lettera all'AD di Mediobanca, Alberto Nagel, nella quale accettava 45 milioni di euro, in cambio della cessione ad Unipol di Premafin (controllante di Fonsai).

Mediobanca ha smentito una tale possibilità, ma sembrerebbe che l'AD di Unipol, Carlo Cimbri, fosse a conoscenza dell'accordo.

 

 

Varie banconote di euro accanto a franchi svizzeri
(Foto: Reuters / Kacper Pempel)
Varie banconote di euro accanto a franchi svizzeri
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci